Marche

Fabriano, esami istologici e referti in ritardo: «Bando per assumere personale»

FABRIANO – C’è rabbia e preoccupazione tra i pazienti, non solo di Fabriano, per i ritardi nella refertazione degli esami istologici: il caso sollevato dall’ex infermiera del Profili, Nenella Sartini, conferma che da mesi c’è carenza di personale per un servizio che va creato da zero. Gli anatomopatologi sono sempre di meno, non solo nelle Marche. Qui da noi la situazione è peggiorata per colpa della convenzione che l’azienda ospedaliera di Torrette di Ancona aveva con i tre ospedali Ast di Fabriano, Senigallia e Jesi. I pochi specialisti che ci sono si concentrano sugli esami del loro grande ospedale.

Le opzioni

Di conseguenza, improvvisamente, la direzione Ast Ancona, nei mesi scorsi, si è trovata a dover sopperire questa carenza. Inevitabili i ritardi, come nel caso segnalato da Sartini di una paziente operata prima di Natale al Profili, in dermatologia, e che attende, ancora, l’esito dell’istologico. «Si sta vagliando tutte le opzioni possibili per risolvere questa situazione. Stiamo seguendo la problematica da mesi e gli uffici stanno lavorando al bando per l’assunzione di personale» le poche parole che trapelano dalla Direzione. La domanda che molti si fanno nelle ultime ore è questa: perché una realtà sanitaria importante, come quella della provincia di Ancona, ex Asur, oggi Ast, con più di 20mila interventi l’anno non ha mai strutturato un servizio autonomo di Anatomia Patologica, senza ricorrere a convenzioni esterne?. Ad oggi risulta che per i tre ospedali di Fabriano, Jesi e Senigallia ci sono tre professionisti per questo servizio partito dopo lo stop di Torrette. Una équipe, quindi, che lavora per tre ospedali. Con la possibile assunzione, se si trovano, nei prossimi mesi, di alcune unità, l’obiettivo è regolarizzare l’attività e recuperare il ritardo accumulato. Dal Partito Democratico è Antonio Mastrovincenzo ad attaccare: «Vanno compresi i motivi di questo ritardo inaccettabile dell’esito dell’esame istologico. La responsabilità non va certo addebitata agli operatori, ma a un sistema sanitario complessivamente depauperato. Quella della prevenzione dovrebbe essere una delle attività fondamentali del Servizio Sanitario». Il consigliere regionale di minoranza attacca: «La Giunta Acquaroli con la legge di riforma organizzativa del 2022 ha retrocesso i Dipartimenti di prevenzione da articolazione principale delle Aziende sanitarie a uno dei tanti Dipartimenti aziendali, sottofinanziando complessivamente di decine di milioni il settore. Sulla prevenzione sanitaria le Marche sono in fondo alla classifica delle Regioni italiane. L’assessore Calcinaro debba comprendere che ci sono realtà che vanno urgentemente potenziate».




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