Export, Abruzzo tra le regioni più dinamiche d’Italia: ma Chieti perde terreno

L’Abruzzo si conferma tra le regioni italiane con la performance più brillante in fatto di export nei primi nove mesi del 2025. Secondo i dati elaborati dal Cresa – Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia – le vendite estere abruzzesi hanno superato i 7,8 miliardi di euro, con un incremento del 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, più del doppio della media nazionale (+4%).
A trainare la crescita è soprattutto L’Aquila, che registra un balzo del +51% grazie all’esplosione dell’export farmaceutico verso gli Stati Uniti. Ottimo anche il dato di Teramo (+1%), mentre calano le esportazioni da Chieti (-2%) e Pescara (-6%), zavorrate rispettivamente dal rallentamento dei mezzi di trasporto verso l’Unione Europea e dal calo del made in Italy nei mercati europei non Ue.
Chieti resta comunque la provincia con il maggiore valore assoluto delle esportazioni regionali (3,8 miliardi, pari al 49% del totale), ma il trend è in declino costante rispetto al passato. Nel 2020 rappresentava oltre il 66% dell’export abruzzese, ora è scesa al 49%. Una flessione legata soprattutto alla crisi del settore automotive: sebbene i mezzi di trasporto restino il principale comparto esportato (52% del totale provinciale), il loro peso è calato di 17 punti percentuali in cinque anni.
Le vendite estere del comparto metalmeccanico e delle lavorazioni in metallo, al contrario, sono aumentate nella provincia teatina, che oggi contribuisce per oltre la metà al totale regionale del settore. Cala invece l’incidenza del made in Italy (agroalimentare, tessile, abbigliamento e accessori), anche se Chieti rappresenta ancora il 40% delle esportazioni abruzzesi in questo comparto.
Per quanto riguarda i mercati di destinazione, l’export teatino si concentra soprattutto nei Paesi UE (58%) e nei Paesi europei extra Ue (17%). A incidere maggiormente sono le esportazioni di veicoli e prodotti metalmeccanici, mentre mancano comparti in espansione come quello farmaceutico, che altrove sta trainando l’economia regionale.
Il report evidenzia un cambiamento profondo nella geografia produttiva dell’Abruzzo: L’Aquila è passata dal 12% del valore regionale nel 2020 al 28% nel 2025, mentre Chieti, pur restando leader, perde peso.
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