Ex istituto Gesù Bambino a Lanciano, l’opposizione: “Il Comune faccia chiarezza”

Torna al centro dell’agenda politica il destino dell’ex istituto Gesù Bambino nel quartiere Cappuccini, a Lanciano, chiuso nel novembre 2023 dopo 50 anni di attività scolastica paritaria. Dopo la rinuncia del Comune a presentare alle suore francescane un’offerta per l’acquisto, col fine di realizzarvi un polo scolastico, sull’immobile di via Fagiani (zona San Pietro) si allunga l’ombra dei privati.
Nelle ultime settimane sono infatti emerse con insistenza indiscrezioni su una possibile, se non già avvenuta, vendita a soggetti privati. Una prospettiva che solleva interrogativi, considerando il valore strategico dell’immobile, seppur privato, ma in un’area di pregio per la città e per il suo ruolo potenziale nello sviluppo urbanistico, sociale e formativo di Lanciano.
Alla luce dei recenti rumors, i consiglieri comunali di minoranza del Comune di Lanciano – Rita Aruffo, Leo Marongiu, Piero Cotellessa, Marusca Miscia, Dora Bendotti, Lorenzo Galati, Giacinto Verna, Davide Caporale e Sergio Furia – hanno presentato un’interrogazione consiliare al sindaco Filippo Paolini e alla giunta per fare piena luce su una vicenda che, giorno dopo giorno, appare sempre più una incognita. Il Comune ha rinunciato all’acquisto, motivando la scelta con i costi elevati (non tanto per l’acquisto, quanto piuttosto per la ristrutturazione dell’immobile che ha una superficie coperta di 7mila mq e una scoperta di 3mila), ma la decisione non ha chiarito cosa stesse accadendo parallelamente.
“La sensazione – dichiarano i consiglieri di minoranza – è che su questa vicenda si sia proceduto a tentoni, senza coinvolgere l’intero consiglio comunale durante le diverse sessioni dedicate alla programmazione in questi anni. Prima si parla di interesse pubblico, poi si rinuncia, e nel frattempo si aprono diversi scenari privati sui quali il consiglio comunale e la cittadinanza non sono stati adeguatamente informati”.
Pesa, sulla questione, anche la normativa regionale urbanistica che non è chiaro come possa intervenire sulla questione. Nell’ultimo consiglio comunale di martedì 24 marzo, l’assessore Graziella Di Campli, interrogata a tal proposito, non avrebbe fornito particolari dettagli a conoscenza dell’amministrazione comunale sul tema. Con l’interrogazione, i consiglieri tornano a chiedere risposte puntuali e formali: se il Comune sia a conoscenza della vendita e se sia stata effettivamente conclusa, a favore di chi e con quali finalità; quali rapporti e interlocuzioni vi siano stati tra l’amministrazione, la precedente proprietà e eventuali nuovi acquirenti anche e soprattutto su un presunto cambio di destinazione d’uso da poi portare in consiglio comunale; e se il Comune fosse a conoscenza di trattative tra privati mentre dichiarava di valutarne l’acquisto.
Questa questione si intreccia indirettamente, secondo la minoranza, con le questioni che da mesi vengono poste sulla struttura sede della biblioteca regionale “Salvucci” in via Dei Frentani. “Da tempo, 13 aprile 2023, è stato predisposto uno schema di convenzione tra Università di Teramo e Regione Abruzzo per utilizzare gli spazi anche per le finalità formative dell’università – spiegano i consiglieri – Noi come opposizione proponemmo un emendamento al Dup dello scorso anno che ha trovato poi accoglimento unanime dal consiglio comunale sull’obiettivo di ampliare l’utilizzo della struttura anche per l’Università, chiedendo alla Regione di rispettare gli impegni ad adeguare il personale e quindi mettendo al centro l’amministrazione comunale di Lanciano come parte attiva per stimolare e facilitare il rapporto tra le parti”.
Questa convenzione giace in Regione da quasi 3 anni, nel frattempo la struttura di Lanciano è stata declassata ed ha da mesi anche problemi elementari irrisolti (servizi igienici fuori uso). Per la struttura della biblioteca regionale è stata depositata una interpellanza in Regione, a firma di Silvio Paolucci ed Alessio Monaco, che sarà discussa nel primo consiglio regionale utile dopo Pasqua. I consiglieri di minoranza chiedono quindi una risposta urgente in consiglio comunale, sugli spazi per potenziare l’offerta universitaria e sulla struttura dell’Istituto Gesù Bambino.
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