Basilicata

Ex Ilva, via libera definitivo della Camera al decreto

Ex Ilva: approvato con 136 sì il provvedimento per garantire la continuità produttiva. Stanziamenti, tutele per i lavoratori e interventi su Taranto.


La Camera dei deputati ha approvato in via definitiva il decreto-legge sull’ex Ilva: 136 voti favorevoli, 96 contrari e 4 astenuti. Il provvedimento, già licenziato dal Senato, diventa così legge e punta a scongiurare l’arresto degli impianti siderurgici, assicurando la continuità operativa in una fase di transizione che si trascina ormai da anni. Il decreto, varato dal Consiglio dei ministri il 1° dicembre 2025, nasce con un obiettivo chiaro: evitare il blocco della produzione mentre resta aperta la partita decisiva della cessione degli asset industriali. Un intervento-ponte, che mette insieme misure industriali, sociali e ambientali, intervenendo su più fronti per tamponare una crisi strutturale.

Ex Ilva: risorse immediate per tenere aperti gli impianti

Il cuore del provvedimento riguarda la continuità produttiva. Acciaierie d’Italia viene autorizzata a utilizzare 108 milioni di euro di risorse residue già trasferite in passato, da destinare esplicitamente alla prosecuzione delle attività. L’obiettivo è evitare vuoti finanziari che potrebbero tradursi in fermate degli impianti, con conseguenze dirette su occupazione e indotto.

Il decreto affronta anche lo scenario più critico: il mancato rispetto dei tempi per la vendita dell’ex Ilva. Se la cessione non dovesse chiudersi entro il 30 gennaio, lo Stato potrà concedere a Ilva un finanziamento fino a 149 milioni di euro nel 2026. Si tratta di un prestito oneroso, con interessi elevati e obbligo di restituzione entro sei mesi, che dovrà essere rimborsato con priorità assoluta utilizzando i proventi della futura vendita.

Lavoro, salari e formazione

Ampio spazio è riservato al capitolo lavoro. Migliaia di dipendenti restano coinvolti dalla cassa integrazione straordinaria. Per loro il decreto prevede un’integrazione salariale: 8,6 milioni di euro nel 2025 e 11,4 milioni nel 2026, per aumentare l’importo effettivamente percepito. Le risorse finanziano anche percorsi di formazione professionale, con particolare attenzione alle attività legate alle bonifiche ambientali.

Taranto e i risarcimenti per l’inquinamento

Il provvedimento guarda anche al territorio, con un focus specifico su Taranto. Viene rafforzato il Fondo per gli indennizzi ai proprietari di immobili danneggiati dall’inquinamento prodotto dagli impianti siderurgici. Dal 2025 sarà possibile incrementare i risarcimenti già riconosciuti quando inferiori a quanto spettante, dando priorità ai casi di maggiore penalizzazione, in particolare nel quartiere Tamburi.

Impresa strategica e transizione energetica

Sul piano industriale, il decreto chiarisce che le imprese di interesse strategico nazionale in amministrazione straordinaria non liquidatoria – come l’ex Ilva – non devono essere considerate “in difficoltà” secondo le regole europee. Un passaggio cruciale che consente di continuare ad accedere agli strumenti pubblici di sostegno, compresi gli incentivi del Fondo per la transizione energetica nel settore industriale, in vista di un futuro produttivo meno impattante.

Decreto ex Ilva: «Un provvedimento-ponte, non la soluzione finale»

«Non è l’intervento decisivo, ma è un intervento importante perché punta a garantire la continuità produttiva dello stabilimento». Così Dario Iaia (Fratelli d’Italia) sintetizza il senso del decreto. La svolta, sottolinea, arriverà solo con l’assegnazione definitiva degli asset aziendali. Intanto, rimarca Iaia, il governo Meloni mette in campo oltre 250 milioni di euro per il gruppo Ilva: risorse destinate non solo alla produzione, ma anche alla sicurezza sul lavoro. «La sicurezza non è uno slogan – afferma – ha bisogno di investimenti concreti». Il testo non chiude una crisi che dura da oltre un decennio, ma segna un passaggio chiave: tenere in vita gli impianti, tutelare lavoratori e territorio, e guadagnare tempo in attesa della decisione finale sul futuro dell’ex Ilva.


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