Abruzzo

Ex calciatore Fasoli morto nello schianto: automobilista patteggia 4 anni


Ha patteggiato una pena di 4 anni per l’omicidio stradale del luglio 2024 in cui perse la vita l’ex calciatore del Lanciano, Valerio Fasoli, 71 anni. Per l’imputato, un 60enne originario della Puglia e residente a Mozzagrogna, è stata stabilita anche la sospensione della patente per 3 anni.

L’incidente stradale risale al 21 luglio 2024 nel centro di Fossacesia. Fasoli, dipendente ex Sevel in pensione, usciva da via Delle Croci alla guida di uno scooter Honda Cn250 quando è stato speronato dalla Kia Carens condotta dal 60enne che tornava dal mare. Dopo l’impatto, l’automobilista aveva accelerato e proseguito oltre.

Mentre l’ex talento del calcio rossonero – che aveva battuto il capo contro un cartello stradale – veniva trasportato in gravi condizioni in ospedale con l’elisoccorso del 118, un’ora dopo i carabinieri della compagnia di Ortona rintracciavano l’automobilista a Mozzagrogna. La sera di sabato 10 agosto, tre settimane dopo il ricovero nella Rianimazione dell’ospedale di Pescara, Fasoli era purtroppo deceduto. La sua scomparsa aveva suscitato grande cordoglio a Fossacesia e non solo.

All’automobilista 60enne è stato contestato l’omicidio stradale aggravato dall’omissione di soccorso e dalla fuga, dallo stato di ebbrezza e dall’invasione della corsia opposta di marcia. Tuttavia le due perizie, eseguite dall’ingegnere Marco Colagrossi nominato dal giudice, avrebbero accertato che la velocità dei veicoli non era eccessiva (l’auto viaggiava a 50 km/h, lo scooter a 20 km/h) e che il casco dell’ex calciatore, verosimilmente, non era allacciato correttamente.

Su questa base nell’udienza preliminare di oggi, 16 febbraio, al tribunale di Lanciano, l’imputato, difeso dall’avvocato Tristana Di Bucchianico, ha potuto chiedere il patteggiamento, che ha ridotto la pena alla metà, 4 anni appunto, a cui è stata aggiunta la sospensione della patente per 3 anni. In aula erano presenti la moglie e la figlia di Fasoli, costituite parti civili e assistite dagli avvocati Pietro Di Ienno e Maura Sgrignuoli.


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