Eventi meteo estremi nelle regioni alpine, nel 2025 sono stati 154 – Cronaca
TORINO. Le Alpi e i ghiacciai sono sempre più fragili, vulnerabili e soprattutto instabili. E’ quanto emerge dal sesto report Carovana dei ghiacciai di Legambiente presentato oggi a Torino. Nel 2025 risultano in aumento del 5,48 per cento gli eventi meteo estremi nelle regioni alpine: 154 quelli mappati in questi 11 mesi – rispetto ai 146 del 2024 – dall’Osservatorio Città Clima di Legambiente. Lombardia (50 eventi meteo estremi), Veneto (32), Piemonte (28), Liguria (27) sono le regioni più colpite. Numero di eventi che potrebbe raddoppiare in caso di un aumento di 2 gradi della temperatura, secondo un recente studio condotto dagli scienziati delle università di Losanna (Unil) e di Padova.
Da inizio gennaio a oggi sono 40 gli eventi franosi documentati ad alta quota nell’arco alpino, concentrati soprattutto nella stagione estiva, con un crescendo dal mese di giugno (10) ad agosto (18). Da inizio anno, in particolare, i crolli di roccia, stando all’analisi della ricercatrice Marta Chiarle del Cbr-Irpi, hanno quasi eguagliato per numerosità le colate detritiche (rispettivamente 18 e 20 eventi documentati).
Il Veneto con 17 eventi franosi e la Valle d’Aosta, con 12, le regioni più colpite. Casi simbolo, secondo Legambiente, sono la grande valanga di roccia e ghiaccio originatasi per il collasso del Ghiacciaio di Birch in Svizzera che lo scorso maggio ha seppellito il villaggio di Blatten e le ripetute colate detritiche – 14 gli eventi documentati nell’estate 2025 – che da giugno a fine agosto hanno tenuto sotto scacco la strada 51 di Alemagna (Belluno). In 60 anni sulle Alpi Italiane, secondo i dati emersi da Carovana dei ghiacciai 2025 di Legambiente e dai dati della Fondazione Glaciologica Italiana, si è persa un’area glaciale di oltre 170 chilometri quadrati.




