Ambiente

Etichettatura ambientale, cresce la trasparenza sugli imballaggi – In breve

L’etichettatura ambientale sugli
imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi
sugli scaffali italiani, ma procede a velocità diverse a seconda
del tipo di informazione.

   
A dirlo è l’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack,
promosso da Conai e Gs1 Italy, che per la prima volta affianca
alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione
semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo, oltre a
ipermercati e supermercati, anche il canale del libero servizio
(supermercati con superficie inferiore ai 400 mq, circa 9.615
punti vendita).

   
L’analisi segnala che nel periodo che va da luglio 2024 a
giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita in
ipermercati, supermercati e libero servizio riporta in etichetta
la codifica identificativa del materiale di composizione del
packaging, come previsto dalla Decisione 129/97/Ce: si tratta di
82.306 prodotti, in crescita di +3,1 punti percentuali rispetto
all’anno precedente. Guardando ai volumi di vendita, oltre 21,5
miliardi di confezioni acquistate dagli italiani riportano
l’informazione oggetto dello studio, pari al 78,6% delle unità
vendute, con un incremento di +1,8 punti percentuali su base
annua. Il comparto del freddo si conferma il più virtuoso (67,2%
delle referenze), seguito da carni (61,3%), fresco (61,2%) e
drogheria alimentare (60,4%). Restano invece sotto la media
bevande (38,8%), petcare (41,7%) e cura persona (47,5%), seppur
con segnali di recupero in alcune categorie.
Ancora più diffusa è la presenza in etichetta delle
indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sul corretto
conferimento in raccolta differenziata. Queste informazioni sono
presenti sul 62,1% dei prodotti a scaffale (92.474 referenze) e
su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, pari all’83,6% del
totale grocery. Rispetto all’anno precedente, l’incidenza cresce
di +2,2 punti percentuali per numero di prodotti e di +1,2 punti
per confezioni vendute. I reparti più avanzati sono freddo
(83,9% delle referenze), fresco (75,6%) e carni (73,8%), mentre
cura persona, petcare e bevande restano ancora distanti dalla
media.

   

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