Economia

Etichettatura ambientale, cresce la trasparenza sugli imballaggi


L’etichettatura ambientale sugli imballaggi dei prodotti di largo consumo continua a rafforzarsi sugli scaffali italiani, ma avanza a velocità diverse a seconda del tipo di informazione. È quanto emerge dall’ottava edizione dell’Osservatorio IdentiPack, promosso da Conai e GS1 Italy, che per la prima volta affianca alla fotografia annuale una lettura storica dell’evoluzione semestrale e amplia il perimetro di analisi includendo anche il canale del libero servizio.

Lo studio, basato sui dati del servizio Immagino di GS1 Italy Servizi, analizza un paniere variabile di prodotti digitalizzati e restituisce indicazioni di trend più che confronti puntuali. Nel periodo luglio 2024–giugno 2025, il 55,2% delle referenze grocery in vendita riporta in etichetta la codifica identificativa del materiale di composizione del packaging, come previsto dalla normativa europea. Si tratta di oltre 82 mila prodotti, in crescita di 3,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Se si guarda ai volumi, l’informazione è presente su 21,5 miliardi di confezioni acquistate, pari al 78,6% delle unità vendute, con un incremento di 1,8 punti percentuali. I comparti più virtuosi sono quelli del freddo, delle carni, del fresco e della drogheria alimentare, mentre bevande, petcare e cura persona restano sotto la media, pur mostrando segnali di recupero.

Ancora più diffusa è la presenza delle indicazioni sulla raccolta differenziata, oggi riportate sul 62,1% dei prodotti a scaffale e su oltre 22,8 miliardi di confezioni vendute, pari all’83,6% del totale grocery. Anche in questo caso la crescita è costante, con progressi sia in termini di referenze sia di volumi.

Più contenuta resta invece la diffusione di marchi e dichiarazioni ambientali volontarie, presenti su meno del 9% dei prodotti, mentre la certificazione di compostabilità del packaging rimane marginale e confinata a poche categorie. Ancora limitato anche l’uso del digitale: solo il 3,6% dei prodotti utilizza strumenti come QR code per rimandare a informazioni ambientali online, con una lieve flessione rispetto all’anno precedente.

“La comunicazione ambientale sugli imballaggi sta diventando sempre più concreta e utile per i consumatori”, commenta Simona Fontana, direttore generale di Conai. “I dati confermano che le imprese stanno investendo nella trasparenza, mentre le nuove norme europee sui green claim renderanno queste informazioni non solo una buona pratica, ma un vero obbligo”.

Per Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy, “gli imballaggi sono sempre più un veicolo di tracciabilità, trasparenza e fiducia tra imprese e consumatori. Come mezzo di comunicazione diffuso e quotidiano, l’etichetta può giocare un ruolo chiave nel promuovere una cultura della sostenibilità”.


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