Estorsione al villaggio turistico di Isola Capo Rizzuto, domiciliari per Carmine Antonio Timpa: era stato arrestato lunedì
È passato dal carcere agli arresti domiciliari Carmine Antonio Timpa, 75enne di Isola Capo Rizzuto che lunedì è finito in manette nell’ambito dell’inchiesta “Black Flower” della Dda di Catanzaro, che ipotizza il controllo della cosca Arena sul villaggio turistico “Seleno-Margheritissima”. Così ha deciso oggi la gip del Tribunale di Catanzaro, Fabiana Giacchetti. Che – accogliendo la richiesta dei difensori dell’indagato, gli avvocati Luigi Villirilli e Gregorio Viscomi – ha disposto l’applicazione di una misura cautelare meno afflittiva per Timpa a causa delle sue condizioni di salute. Il 75enne è stato arrestato dai carabinieri di Crotone insieme a Pasquale Arena (di 34 anni), Giuseppe Bruno (56), Domenico Muraca (74), Michele Nicoscia (45), Rosario Scerbo (57) e Vincenzo Scerbo (62). Timpa, che nell’interrogatorio di garanzia davanti alla gip s’è avvalso della facoltà di non rispondere, è accusato di estorsione tentata e compiuta e di danneggiamento, reati aggravati dalla finalità e dal metodo mafioso. Secondo la Procura antimafia, l’uomo, in qualità di socio della fallita “I.G.B. Immobiliare”, società che costruì il “Margheritissima”, avrebbe cercato e, in alcuni casi, portato a termine la strategia di scoraggiare i legittimi aggiudicatari delle aste giudiziarie, al fine di ricomprare le case tramite prestanome. Allo stesso tempo, Timpa deve rispondere dell’incendio, avvenuto nel 2021, della vettura dell’acquirente di un appartamento del villaggio, che sarebbe stato restio a cedere l’immobile preso all’asta.
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