Emilia Romagna

espulsi tre stranieri pericolosi – Forlì24ore.it

Foto di repertorio

Provvedimento del Questore dopo controlli sul territorio: accompagnati alla frontiera un tunisino, un albanese e un senegalese con precedenti per maltrattamenti, droga e violenza sessuale

Blitz della Polizia di Stato a Forlì contro l’immigrazione irregolare. L’operazione, condotta negli ultimi giorni dagli agenti dell’Ufficio Immigrazione, ha portato all’espulsione dal territorio nazionale di tre stranieri ritenuti socialmente pericolosi, con precedenti per maltrattamenti, traffico di stupefacenti e violenza sessuale.

Durante i servizi di controllo del territorio i poliziotti hanno identificato numerosi cittadini stranieri. Nell’ambito delle attività di prevenzione dei reati sono stati quindi approfonditi i profili di tre uomini già conosciuti negli ambienti della microcriminalità cittadina.

Il primo provvedimento ha riguardato un cittadino tunisino, autore in passato di gravi episodi di maltrattamenti nei confronti dell’ex compagna. L’uomo è stato accompagnato alla frontiera aerea di Venezia per l’immediata espulsione.

Successivamente l’attenzione degli investigatori si è concentrata su un cittadino albanese con precedenti per reati legati agli stupefacenti e su un cittadino senegalese. L’albanese, che alloggiava in un albergo della riviera, era stato in passato trovato dagli agenti della Squadra Mobile con diverse “palline” di cocaina pronte per essere spacciate nei pressi del Parco Urbano. I poliziotti lo hanno rintracciato nello stesso albergo e avviato alle procedure di espulsione.

Il cittadino senegalese, invece, è stato individuato al momento della scarcerazione dopo aver scontato una pena per tre violenze sessuali, una delle quali ai danni di una minore.

Considerata la pericolosità sociale dei tre uomini e con l’obiettivo di prevenire ulteriori reati, il Questore ha disposto l’espulsione dal territorio nazionale. Il provvedimento è stato eseguito immediatamente dagli agenti con accompagnamento alla frontiera aerea.

Per tutti e tre è stato inoltre disposto il divieto di reingresso in Italia e nell’area Schengen per almeno cinque anni.


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