Marche

«Esplosioni mentre ero al parco. Ho temuto per il mio bambino»

SAN BENEDETTO – «Eravamo al parco quando abbiamo sentito il primo boato, abbiamo sollevato gli occhi al cielo e abbiamo visto quanto stava avvenendo sopra di noi e siamo subito tornati di corsa verso casa». Così Sara Capriotti, ex modella, figlia dell’ex assessore Settimio Capriotti e titolare dello storico locale “Il flauto magico”, racconta i primi momenti dell’attacco di guerra su Dubai, dove lei vive da oltre dieci anni essendo titolare con il marito di un’azienda di marketing.

Le allerte

Sara Capriotti vive ormai da dieci anni a Dubai dove si è sposata e ha un bimbo di 9 mesi.

Da tre giorni vive in una città assediata dagli attacchi. «Da sabato la nostra vita è cambiata- racconta Sara- io mi trovavo al parco pubblico con il piccolo quando abbiamo sentito delle esplosioni e sembravano proprio sopra la nostra testa invece erano a pochi chilometri di distanza ma siamo scappati a casa.

Le informazioni ci arrivano dai telegiornali ma soprattutto da un sistema di sicurezza attivo nel Paese da sempre. Il Governo, infatti, invia attraverso il cellulare delle allerte alla popolazione che fino a ieri riguardavano il meteo, in caso di piogge o forti temporali, quindi per indicare un pericolo imminente, mentre ora ci arrivano per segnalare gli attacchi. Questa volta però l’allerta era più intensa e durante la notte i boati sono stati frequenti. I vetri di casa in questo caso oscillano, soprattutto per chi si trova nei palazzi, nel mio caso essendo a piano terra, il rumore si avverte di meno ma ci allontaniamo subito dalle finestre».

Le abitudini

Ma come procede la vita di tutti i giorni? «Non sembrano esserci grandi cambiamenti, almeno per ora- risponde Sara- la popolazione si reca al lavoro, a fare la spesa, va al bar. Sicuramente una fotografia diversa da quella che poteva esserci durante la pandemia. I primi due giorni c’è stato il panico- prosegue Sara – mi sono recata subito a comprare i pannolini per il bambino. La sensazione di paura c’è sempre».




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