Esplosione a Roma ipotesi bomba, una delle vittime era stata prosciolta Perugia dall’accusa di terrorismo

Era tra gli anarchici prosciolti, nel gennaio 2025, dal giudice per le udienze preliminari, Sara Ardizzone, 35 anni, è stata trovata morta con Alessandro Mercogliano, in un casolare abbandonato nel parco degli Acquedotti a Roma. Crollato, forse, giovedì sera, dopo un’esplosione. Nella stessa inchiesta era stato coinvolto Alfredo Cospito, sottoposto a regime di 41 bis contro il quale aveva protestato con un lungo sciopero della fame.
L’inchiesta ,che aveva interessato il gruppo di anarchici, ipotizzava i reati di istigazione a delinquere e istigazione all’eversione terroristica. Reati che, secondo l’accusa, sarebbero stati commessi attraverso l’attività di propaganda effettuata con il giornale clandestino il Vetriolo che veniva realizzato dagli aderenti a un circolo anarchico di Spoleto. Le persone coinvolte, come detto, vennero prosciolte in udienza preliminare.
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In aula, Sara Ardizzone, 35 anni, si era dichiarata “nemica di questo Stato e di qualsiasi Stato in quanto anarchica. Ardizzone ha vissuto per diversi anni in Valnerina. Tra le ipotesi all’origine del crollo nel casolare abbandonato nel parco degli Acquedotti, quella che i due stessero preparando un ordigno, poi esploso accidentalmente. Ordigno che sarebbe potuto essere destinato a un’azione eversiva.
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