Esotismi, lussi e britannicità sulle orme di Agatha Christie
A Torquay, cittadina della English Riviera, dove era nata nel settembre del 1890, in questo anno che la celebra nel mezzo secolo trascorso dalla scomparsa, la si può ancora “incontrare”: Agatha Christie, regina indiscussa dei libri gialli, è immortalata in un busto di bronzo lungo l’Agatha Christie Mile, che inizia dal Beacon Quay, dal quale salparono le truppe americane per il D-Day. Quando era ragazza, Agatha andava a fare il bagno nella vicina insenatura di Beacon Cove, dove le cabine a strisce colorate venivano calate lungo i ciottoli irregolari fino alla riva, affinché le donne potessero entrare in acqua in costume per nuotare senza suscitare sguardi e apprezzamenti indiscreti. Anche l’Imperial Hotel è ancora al proprio posto, dal 1866: l’autrice vi ha fatto soggiornare il suo Hercule Poirot, e nella sua lunga storia ha ospitato anche la regina Vittoria e il principe Alberto, re Edoardo VII, i Beatles, Carlo e Lady Diana, che avranno certamente apprezzato la vista sul mare dal suo Palm Court Lounge and Bar.
Le lunghe estati a Greenway House
Prima di partire per scoprire il resto del Devon, si varca la soglia del Torquay Museum, che ospita la galleria dedicata ad Agatha Christie e permette di ritrovarsi, come d’incanto, nel suo studio fedelmente ricreato, per poi passeggiare lungo lo Strand tra gli eleganti grandi magazzini Hoopers e la panchina dove si trova un’altra statua in bronzo della scrittrice, stavolta ritratta con accanto Peter, il suo cane preferito. Il legame di Christie con la natura e gli animali era strettissimo, e lo si avverte in particolare a Greenway House, la dimora a circa 12 km a sud di Torquay dove la scrittrice trascorreva le lunghe estati e le feste di Natale insieme alla famiglia. La presenza di una batteria di cannoni sulla terrazza del giardino non fa esattamente pensare a un luogo di pace, ma in realtà sono solo il lascito della presenza, in questa magione sopra l’ansa del fiume Dart, del Comando della Guardia Costiera statunitense di stanza in Europa, che la requisì per qualche tempo. A Greenway House Agatha giocava a croquet e golf e in inverno leggeva i capitoli dei romanzi a cui stava lavorando ai suoi familiari raccolti davanti al camino. Quando non era seduta alla scrivania, si dedicava al giardinaggio: dall’intricata trama di sentieri fanno capolino talvolta i caprioli che calpestano i tappeti di ciclamino, accanto agli ellebori, ai rododendri, ai fiori di aglio e bucaneve, alle campanule e ai narcisi. Il frutteto adesso sonnecchia, ma presto si potranno raccogliere, come amava fare la Signora del giallo, albicocche, pesche nettarine e fichi. I fiori del mandorlo sbocceranno in anticipo e ci saranno sicuramente sorprese nella Peach House, la serra bianca in vetro uguale a quella dove la proprietaria faceva maturare uva e passion fruit.
Nel labirinto del Latemar
«Per tutta la vita ho voluto viaggiare a bordo dell’Orient Express. Quando raggiungevo la Francia, la Spagna o l’Italia, quel treno lo vedevo spesso fermo nella stazione di Calais struggendomi dall’ardente desiderio di montarvi», scrisse in “La mia Vita”, l’autobiografia pubblicata pochi mesi dopo la sua morte. Agatha Christie era una viaggiatrice instancabile, un’indefessa avventuriera, e nel corso della sua esistenza compì svariati Grand Tour in compagnia dei suoi due mariti, in particolare col secondo, l’archeologo Max Mallowan, visitando il Sud Africa, l’Australia, le Hawaii. Però raggiungere Istanbul e da lì con l’Orient Express puntare verso Venezia restò sempre il suo itinerario preferito. Nella città turca si può soggiornare al Pera Palace, chiedendo di dormire proprio nella stanza 411, affacciata sul quartiere di Tepebaşı: è lì che Agatha Christie scrisse Assassinio sull’Orient Express e oggi a ricordarla c’è una biblioteca con le sue opere, una copia della sua macchina da scrivere e oggetti di antiquariato che rimandano alla sua epoca. Immutato appare anche il fascino del Grand Hotel Carezza Residence, la sua meta italiana preferita, tra i boschi alle pendici del Latemar: qui si possono scovare tanti indizi letterari del romanzo Poirot e i quattro nella storica hall, lungo il sentiero che porta il nome della scrittrice e che poi si dipana dalla riva del Lago sino al roccioso labirinto del Latemar.
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