Erika Podmenich ha ucciso Isabella con cinque coltellate
05.04.2025 – 19.37 – Nuovi drammatici dettagli emergono dalle motivazioni che hanno spinto il Gip di Trieste Marco Casavecchia a disporre la misura cautelare della detenzione in carcere per la donna accusata di aver ucciso l’89enne Isabella Tregnaghi lunedì scorso nella sua abitazione in via delle Beccherie 7. Isabella è stata colpita cinque volte al capo e al collo con un coltello da cucina (con la lama lunga 12 cm) che Erika Podmenich aveva comprato la mattina stessa. Potenzialmente letale è stato il taglio di circa 9 centimetri inferto sul lato sinistro del collo. Altre ferite sono state riscontrate sugli arti, sul fianco e sull’addome. Una condotta, quella della Podmenich, 58 anni, “frutto di una determinazione omicida di smodata violenza”. “Innegabile” dunque “l’esistenza di una reale pericolosità sociale“. Esclusi i domiciliari e riconosciuto il pericolo di reiterazione del reato, non quello di fuga. Podmenich, sottolinea il gip nell’ordinanza, è capace di “azioni di non comune ferocia” e di “preordinate e insidiose condotte predatorie”. La 58enne è indagata anche per altri due episodi denunciati tra febbraio e marzo da altre due donne che sarebbero verosimilmente state narcotizzate durante un caffè e successivamente derubate.
In un caso aveva fatto colazione assieme all’anziana portandola ad uno stato di incapacità di intendere e di volere dopo averle somministrato nel caffelatte il farmaco Triazolam. Le ha dunque sottratto le chiavi di casa e l’orologio dal polso. Nel secondo caso, aveva preso un caffè a casa della vittima e anche stavolta aveva versato nella bevanda lo stesso farmaco per poi sottrarle le chiavi di casa, un telefono cellulare, due anelli in oro e due paia di orecchini. Intanto continuano le indagini dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Trieste, per chiarire quanto accaduto in via delle Beccherie poco prima delle 13 di lunedì, quando Podmenich si trovava a casa dell’89enne. Secondo alcune ricostruzioni, la donna, che indossava guanti di pelle, avrebbe anche tentato di soffocare l’anziana con una sciarpa. Vestiti sporchi di sangue, refurtiva e coltello sono stati gettati in un cassonetto davanti al supermercato Pam di Campi Elisi. Resta da chiarire il movente: non convincerebbe il fatto che in sede di interrogatorio Podmenich avrebbe riferito di aver agito al culmine di un litigio perché stanca di subire pressioni dall’anziana.
[e.b.]