Enoturismo a San Casciano Bagni, nove cantine per raccontare il territorio – Vino
Fare rete per valorizzare le
produzioni locali partendo dal vino e rafforzare l’identità
territoriale. È l’obiettivo della prima edizione di ‘Fonti di
Vino – Tra calici e acque termali’, in programma sabato a San
Casciano dei Bagni, in provincia di Siena, terra di confine tra
Val d’Orcia e Valdichiana. Cuore dell’iniziativa, gtazie alla
collaborazione tra amministrazione comunale, aziende
vitivinicole, associazioni locali e operatori del comparto
turistico, sono nove cantine che producono complessivamente
oltre 279mila bottiglie l’anno distribuite tra mercato nazionale
ed export. Nel complesso il territorio conta oltre 100 ettari
vitati e una struttura snella che riflette un modello agricolo
fondato su qualità e forte radicamento locale. Un sistema
eterogeneo, in equilibrio tra tradizione, sperimentazione e
apertura ai mercati, che trova proprio in Fonti di Vino la sua
prima occasione di racconto unitario.
Podernuovo a Palazzone, con 100mila bottiglie e l’80%
destinato all’estero e Cantine Ravazzi (40mila e 70% di export)
rappresentano le realtà più orientate ai mercati internazionali.
A queste si affianca Cantina Giacomo Mori (45mila bottiglie, 70%
export), espressione della continuità storica del territorio.
Sul fronte delle realtà indipendenti e contemporanee, Giacomo
Baraldo Vigneron (22mila bottiglie distribuite tra Europa, Usa e
Asia) e Sancaba (25mila) contribuiscono a delineare un’identità
dinamica e in evoluzione. Un tessuto produttivo che si articola
in aziende di dimensioni più contenute ma fortemente
identitarie, com dalla Tenuta Le Forconate (18mila bottiglie su
27 ettari), Il Poggio (12mila bottiglie), Sassosopra (12mila
bottiglie) e Azienda Agricola Gianni Barzi (5mila) rappresentano
una viticoltura artigianale e sostenibile, spesso a conduzione
familiare, che valorizza la biodiversità e il legame diretto con
il territorio.
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