Calabria

Energia, stangata senza freni: Calabria sotto pressione tra rincari e inflazione

Il tiro alla fune innescato dalla crisi energetica ha aggiornato la mappa della sopravvivenza in una Calabria che ha dovuto fare i conti con l’impennata dei costi di luce e gas. Rincari schizofrenici che non riguardano solo il perimetro delle imprese ma che hanno già rimodulato anche le certezze finanziarie delle famiglie calabresi. Dinamiche irregolari innescate dagli effetti devastanti del conflitto in Medio Oriente che generano smottamenti a catena dentro gli argini della resilienza sociale di una umanità sempre più provata. Un crollo facilitato da sistema energetico inadeguato e da una dipendenza strutturale dalle fonti fossili, stanno mettendo a dura prova l’intero sistema produttivo e sociale. Le quotazioni fuori controllo di luce e gas e la corsa al rialzo del prezzo dei carburanti alla colonnina appesantiscono il carrello della spesa, prodotti alimentari inclusi.

Prezzi in aumento e scenari incerti

A un mese dall’inizio del conflitto, le proiezioni sul futuro prossimo sono prive di coordinate certe dal momento che i mercati energetici hanno subito reazioni immediate e devastanti. Il prezzo del gas è aumentato di 26 euro per MWh (+81%) e quello dell’energia elettrica ha fatto segnare un aumento di 41 euro per MWh (+38%). Le previsioni per il 2025 e il 2026 non sono rassicuranti, con un impatto economico stimato che si rifletterà inevitabilmente sulle bollette. Nel cono d’ombra rischiano di restare incagliate famiglie e imprese. Le stime dell’Ufficio Studi della Cgia di Mestre parlano di un incremento complessivo dei costi energetici che potrebbe toccare i 15,2 miliardi di euro entro la fine dell’anno. In particolare, il settore produttivo potrebbe subire un aggravio di circa 9,8 miliardi di euro, mentre le famiglie vedranno lievitare la propria spesa energetica di circa 5,4 miliardi di euro.

L’impatto in Calabria

Anche la Calabria vive giorni d’angoscia, stretta nella morsa di impennate continue dei prezzi energetici capaci di generare spirali inflazionistiche molto pericolose, in grado di far crollare i consumi interni che sono il pilastro portante su cui si basa la nostra economia. Le stime specifiche per la regione parlano di un aumento complessivo di 222 milioni di euro tra il 2025 e il 2026. Di questa somma, circa 97 milioni riguardano l’impatto sui costi per le imprese, mentre 126 milioni di spesa supplementare graveranno sulle famiglie. Il rincaro complessivo per i nuclei è pari a una percentuale di +13,4% rispetto alla media nazionale di +13,3%. La situazione non sembra destinata a migliorare nel breve periodo, soprattutto con l’instabilità internazionale che continua a influenzare i prezzi.

Le difficoltà delle imprese

Le imprese, che rappresentano una parte fondamentale dell’economia calabrese, sono particolarmente vulnerabili. Gli aumenti del costo dell’energia potrebbero costringere molte piccole e medie imprese a rivedere le proprie attività. Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria, nei giorni scorsi, ha parlato di una preoccupazione crescente tra gli imprenditori locali, alcuni dei quali già adottano contromisure per contenere l’effetto dell’iperinflazione energetica.

Famiglie e rischio povertà energetica

Ma il caro energia non colpisce solo le imprese: l’effetto si riversa direttamente anche sulle famiglie calabresi. Le bollette di luce e gas, che già rappresentano un peso significativo in molte case, sono destinate ad aumentare ulteriormente. Secondo le previsioni, il costo per le famiglie calabresi salirà a 1.060 milioni di euro nel 2026, con un incremento annuale di circa 126 milioni rispetto al 2025. Questo significa che molte famiglie dovranno destinare una parte sempre più rilevante del proprio reddito a far fronte ai costi energetici, aggravando ulteriormente la situazione di povertà energetica che già affligge una parte consistente della popolazione.

Carburanti in aumento

A queste difficoltà si aggiunge anche l’andamento dei prezzi dei carburanti, che registrano incrementi periodicamente significativi. Il prezzo medio del gasolio in Calabria ha toccato i 2,061 euro al litro, mentre la benzina è salita a 1,766 euro al litro. Il costo del pieno varia comunque da zona a zona, con alcune aree che offrono tariffe più basse. Ad esempio, nella zona di Reggio Calabria, la Panoramic Stop offre il prezzo più conveniente, con la benzina a 1,659 euro al litro e il gasolio a 1,669 euro. In altre zone della regione, i prezzi si aggirano intorno a 1,70 euro per la benzina e 1,99 euro per il gasolio, con differenze che dipendono dalla località e dalla disponibilità delle stazioni di servizio.

Le richieste al Governo

Le misure messe in atto finora dal Governo italiano non sono sufficienti a far fronte all’emergenza. Sebbene siano stati adottati provvedimenti come l’azzeramento temporaneo degli oneri di sistema nelle bollette e l’introduzione di crediti d’imposta per le imprese, la situazione continua a essere critica. Il presidente della Cna Calabria, Giovanni Cugliari, ha chiesto un intervento urgente da parte della Regione, sollecitando il presidente Roberto Occhiuto a convocare una conferenza delle regioni per trovare una strategia comune e coordinata. Secondo Cugliari, non si tratta più di una questione tecnica, ma politica, economica e sociale.


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