Emergenza freddo, già tutto esaurito all’ex Lemayr – Cronaca
BOLZANO. Ai primi assaggi di inverno, il centro per l’emergenza freddo ex Lemayr di Bolzano fa registrare già il tutto esaurito. Ieri sera, infatti, sono stati attivati anche gli ultimi 20 posti di emergenza, e ciò significa che tutti i dormitori dell’Alto Adige sono pieni.
Nell’ex panificio di via Avogadro infatti sono stati ricavati 70 posti letto più 20 di emergenza, da utilizzare nel caso in cui nel resto della provincia non ve ne fossero altri disponibili. Con le temperature in picchiata di questi giorni, ad un mese dall’inizio dell’inverno, il dormitorio pubblico è già andato in affanno.
I senza dimora che dormono nei rifugi di fortuna, nei parchi o lungo le sponde dei fiumi cittadini, hanno chiesto un posto caldo dove stare. Ieri sera, alle 18.30, davanti al cancello dell’ex panificio c’erano alcuni che aspettavano di entrare per la prima volta.
Tra loro Vincenzo, 60 anni, racconta di avere dormito nella stazione ferroviaria di Fortezza. «Dentro la sala d’aspetto, alcune volte era caldo. Anche in bagno c’era acqua calda, poi l’hanno tolta. Non ce la faccio più a dormire per strada e ho chiesto di dormire qui. Mi hanno detto che mi ospiteranno e che potrei restare per tutto l’inverno fino ad aprile. Alle 19 aprono il cancello e mi diranno se sarà veramente così».
Insieme a lui ci sono altri uomini che, però, già sono ospiti da qualche giorno e, almeno loro, hanno la certezza che dormiranno al caldo.
L’attivazione dei 20 posti di emergenza «è una misura che salvaguarda la vita umana. Accogliamo, quindi, con favore questa iniziativa» dice Andrea Tremolada, responsabile dell’area sociale della Croce Rossa.
Per quanto riguarda l’impennata di richieste di assistenza da parte di persone disagiate a Bolzano, secondo Tremolada «il flusso di persone che chiedono accoglienza invernale è sicuramente diminuito ma c’è ed è costante». Del resto, lo scorso anno in questo periodo erano a disposizione 95 posti ma non tutti erano occupati. «Negli ultimi giorni sono arrivate richieste da fuori provincia ma, come da disposizione, non le abbiamo potute accettare e molti sono andati via» conclude Tremolada.




