Emergenza freddo e dormitorio, Caritas: “Necessario creare rete”
21
Grosseto. “Il dibattito di questi giorni sul dormitorio e sull’emergenza freddo rappresenta un segnale positivo di attenzione verso le persone che vivono in condizioni di fragilità. Tenere lo sguardo rivolto a chi è ai margini è sempre un segno di sensibilità e responsabilità condivisa”.
A dichiararlo. in un comunicato, è la Caritas di Grosseto.
“Caritas non è un’associazione di volontariato, ma un organismo pastorale della Chiesa, chiamato ad animare la comunità cristiana alla carità – continua la nota -. E la prima forma di animazione è ricordare a se stessa che i poveri sono una presenza costante nella nostra società. Non si tratta di rassegnazione, ma della consapevolezza che alle radici delle povertà vi sono situazioni complesse, che richiedono risposte articolate e durature. In questo contesto, il volontariato rappresenta una risorsa preziosa, capace di offrire prossimità e sostegno, senza mai sostituirsi alle istituzioni”.
“Sarebbe davvero un bel segnale se tutti insieme, in modo stabile e continuativo, mettessimo in piedi una rete di ascolto dei bisogni che ci sono sul nostro territorio provando, insieme, a trovare anche le risposte alle situazioni di maggiore vulnerabilità – sottolinea il comunicato -. Attraverso gli operatori, i volontari e la rete dei Centri di Ascolto parrocchiali, Caritas opera sul territorio con interventi di prossimità, ma sappiamo di non bastare. In questo solco si colloca il progetto ‘Abitare la notte’, nato per offrire attenzione e supporto a chi trascorre la notte all’aperto, attraverso gesti semplici, ma essenziali. Negli ultimi mesi, inoltre, Caritas diocesana e alcune parrocchie hanno cercato di rispondere anche al bisogno urgente di un luogo caldo dove dormire, sostenendo temporaneamente soluzioni di accoglienza. Si tratta di risposte limitate, lo sappiamo, e per questo sarebbe importante dare ad esse continuità”.
“Caritas continuerà a svolgere il proprio servizio con spirito di collaborazione, nella convinzione che solo una rete solidale, composta da soggetti diversi e complementari – termina la nota –, possa prendersi cura in modo efficace delle fragilità presenti sul territorio”.
Source link




