Umbria

Emergenza economico-sociale Terni, patto Confartigianato: sei mosse ‘sopravvivenza’

«Ultima chiamata per evitare che il centro storico di Terni diventi un guscio vuoto. La crisi è strutturale e il tempo delle analisi è scaduto: il calo del reddito disponibile e l’emorragia demografica richiedono decisioni coraggiose e immediate». Così Confartigianato imprese Terni si rivolge alle istituzioni perché adottino misure per il commercio, l’artigianato e la residenzialità.

«Terni – denuncia l’associazione di categoria – vive una crisi di identità funzionale che nasce dal fallimento del suo storico modello di sviluppo. Senza una nuova strategia, la città ha iniziato a ‘consumare sé stessa’, erodendo il proprio valore economico e sociale e non riesce più a sostenere modelli di distribuzione ormai saturi. La città ha mantenuto per decenni un sistema economico eccessivamente incentrato sui grandi poli industriali, senza attuare una reale diversificazione. Terni è rimasta ancorata a un modello ‘pesante’ che fatica a trattenere ricchezza e competenze sul territorio. Il vero motore del degrado del centro cittadino – si legge nel documento diffuso da Confartigianato – non è il reddito lordo, ma l’erosione del potere d’acquisto reale. Secondo gli ultimi dati ufficiali della Camera di Commercio dell’Umbria (Comunicato 21/03/2026), il reddito disponibile pro capite a Terni è di soli 20.660 euro, contro i 23.155 euro di Perugia. Questo significa che ogni cittadino di Terni ha mediamente 2.495 euro in meno all’anno da spendere rispetto a un abitante del Capoluogo: una ‘tassa occulta’ di oltre 200 euro al mese sottratta ai consumi nel commercio di vicinato». A fronte di livelli di istruzione superiori alla media regionale – sottolineano da via Casale -, si registra una quota di figure apicali (dirigenti, professionisti, quadri) ferma ad appena il 4,5%. Questo mismatch tra l’alta preparazione dei residenti e la scarsa offerta di funzioni qualificate negli impieghi locali non solo umilia le aspirazioni dei giovani, ma priva il commercio cittadino di quel segmento di consumatori ad alto reddito essenziale per la tenuta del centro storico. La riduzione del potere d’acquisto reale sposta la spesa delle famiglie esclusivamente verso i beni di prima necessità e i costi fissi (utenze e affitti)».

«Se non si abbattono i costi fissi delle imprese (in primo luogo tramite un intervento del Comune per la riduzione Taric), queste non hanno più margine per assorbire il calo della
domanda interna e in questo contesto – osserva Confartigianato – il turismo non è un asset da isolare; è una risorsa strategica per Terni, ma non può diventare l’unico ammortizzatore del declino industriale. Una città non può vivere solo di flussi turistici occasionali o più propriamente escursionistici (come quelli tendenzialmente ‘mordi e fuggi’ della Cascata) soprattutto se perde i consumi quotidiani dei propri cittadini. In questo modo sarebbe una città destinata a svuotarsi di servizi e identità».

Per Confartigianato Terni bisogna tornare a produrre reddito privato di qualità (residenti con capacità di spesa). Il reddito dei residenti tiene in vita le imprese commerciali e artigiane 365 giorni l’anno. Quanto al turismo solo un centro vivo, sicuro e pieno di servizi diventa una destinazione appetibile. Il modello di sviluppo urbanistico degli ultimi decenni ha spinto l’offerta della Grande Distribuzione oltre ogni punto di equilibrio sostenibile. I dati certificano che la provincia di Terni ha una dotazione di grandi strutture di vendita pari a 643,1 mq per 1.000 abitanti, un valore che supera di circa l’11,4% la media nazionale (577,4 mq) e distacca nettamente quella regionale (555 mq).

La popolazione residente nelle periferie e nei comuni di cintura, soprattutto dal Covid in poi, ha stabilizzato comportamenti d’acquisto che escludono a priori il cuore della città. La combinazione tra l’espansione dell’e-commerce e l’assedio dei centri commerciali lungo le arterie d’accesso quartieri-centro (il ‘fronte’ di Borgo Rivo, Cospea, Maratta) ha reso il Centro Storico economicamente invisibile. Per il cittadino medio, l’opzione di ‘superare la barriera’ delle grandi strutture per raggiungere il centro non viene nemmeno più considerata: il Centro è passato da destinazione naturale a luogo percepito come scomodo o superfluo per gli acquisti di necessità».

Nel documento di Confartigianato quindi il riferimento alla desertificazione del centro storico e la sensazione di una città che ‘consuma sé stessa’: «lo spostamento della spesa verso la periferia lascia il centro svuotato di funzioni, decoro e identità, trasformandolo da luogo di scambio ad appendice superflua. «Nell’ultimo decennio (2014-2024) – evidenzia inoltre Confartigianato – il comune di Terni ha perso oltre 5.000 residenti, scendendo dai 111.500 a circa 106.600 abitanti. Questa contrazione fisica del mercato interno equivale alla scomparsa di un intero quartiere, riducendo drasticamente la massa critica necessaria a sostenere le attività di vicinato. Con un’età media di 48,3 anni e un indice di vecchiaia tra i più alti d’Italia (275,2) — dati Istat – la popolazione superstite ha una struttura demografica ‘statica’. Intanto la ‘fuga dei cervelli’ segue direttrici documentabili verso Roma, i distretti industriali del Nord Italia e l’Estero, a causa del mismatch tra alta scolarizzazione e basse funzioni lavorative locali. Il circolo vizioso: Lo spopolamento non è solo una conseguenza del declino, ma ne diventa la causa: meno residenti producono meno domanda, portando alla chiusura dei negozi; il centro meno servito diventa meno attrattivo per nuove famiglie, alimentando un ciclo di svuotamento che trasforma il cuore della città in un guscio per una popolazione sempre più anziana».

Cosa fare La proposta di Confartigianato Terni per arginare la crisi non è un semplice restyling, ma una rivoluzione dell’usabilità urbana. Terni deve trasformarsi nella Città Facile: un luogo progettato per eliminare gli attriti, facilitare il lavoro e rendere piacevole ogni momento della giornata. Vivere in centro non deve essere una scelta di sacrificio, ma una situazione di comodità e qualità. Dobbiamo rendere il centro il luogo più efficiente della città, superando la barriera dei poli commerciali di periferia. Il Comune deve abbattere le barriere d’accesso al cuore della città. Non basta ‘chiudere’ o ‘aprire’ la Ztl; serve rendere l’accesso al centro facile e intuitivo. Proponiamo l’introduzione di tecnologie di controllo e gestione di flussi veicolari orientati a facilitare l’esperienza di utilizzo. Inoltre, occorre recuperare un equilibrio che riaffermi la concezione del centro non solo come residenzialità (dormitorio), ma come vivibilità ed ecosistema favorevole all’impresa, obiettivo che si raggiunge riallacciando i fili interrotti della composizione virtuosa degli interessi delle diverse categorie di utenti del centro città: imprese, cittadini residenti, cittadini residenti nei quartieri, professionisti, turisti, escursionisti, ecc. con servizi
e opportunità che devono dare risposte su misura a ogni categoria».

«Rendere facile il lavoro degli artigiani e dei commercianti con una piattaforma logistica urbana per l’ultimo miglio. Le merci arrivano in un hub di smistamento (es. piastra
logistica regionale attualmente inutilizzata a Maratta) e vengono consegnate in centro con mezzi agili, eliminando il caos dei furgoni e facilitando i rifornimenti». Confartigianato Terni propone inoltre l’istituzione della sosta gratuita in tutti i parcheggi di superficie e nel parcheggio comunale di attestazione dalle ore 18:00 alle 20:00. Questa misura
‘rompe la barriera’  psicologica del costo del parcheggio proprio nell’orario di punta del commercio di vicinato, incentivando il rientro dei flussi verso il centro nel post-lavoro.
«Chiediamo – scrivono dall’associazione di categoria – un piano straordinario di illuminazione emozionale e funzionale delle vie commerciali e dei vicoli, un
rafforzamento del presidio umano e interventi immediati sul decoro urbano. Incremento della videosorveglianza in tutti i punti critici del centro città. Il centro deve essere un ambiente ‘amichevole’ (friendly) dove camminare è un piacere, non una sfida».

Tra pe proposte c’è anche quella di promuovere la città dei 15 minuti. «Sfruttando la planarità di Terni, ogni servizio (scuola, spesa, sport, cultura) deve essere raggiungibile a piedi o in bici in un quarto d’ora. Questa ‘facilità’ è l’unico vero antidoto alla dipendenza dall’auto che rende il centro difficile e spinge verso i centri commerciali. E il decoro non è solo un canone estetico, è la garanzia che lo spazio pubblico sia accogliente per tutti, dai bambini agli anziani. Occorre ricreare una cultura del decoro sia attraverso incentivi mirati, che attraverso eventi che alimentino la promozione del decoro. Gli ormai eccessivi e incontrollati locali di vendita automatica di bevande anche alcoliche in centro città troppo spesso sono centri problematici per la sicurezza e il decoro, discorso simile potrebbe essere fatto per il fenomeno del dilagare degli alimentari etnici-bazar. Occorre mettere in campo al più presto la leva fiscale per combattere la desertificazione commerciale e artigianale del centro città. La Taric rappresenta oggi un costo fisso insostenibile per le microimprese artigiane e commerciali, certamente non commisurato alla reale produzione di rifiuti almeno per quanto riguarda le imprese localizzate nel centro città, che sono o commerciali
o artigianali, ma con piccole lavorazioni. Chiediamo una forte riduzione dell’aliquota per le attività del centro storico, legandola a premialità per chi contribuisce al decoro della propria via. Inoltre, il passaggio alla raccolta porta a porta è stato presentato come un modo per ridurre il carico Taric; invece, il nuovo sistema è enormemente costoso, di certo è un business per i fornitori e gestori del servizio, ma i costi sugli utenti, imprese
e cittadini, sono aumentati costantemente e considerevolmente di anno in anno, nonostante le attese e le promesse. Ci sono città che hanno mantenuto il vecchio sistema dei cassonetti, hanno una situazione ambientale del tutto paragonabili e costi Taric molto più bassi. In aggiunta il Comune di Terni ha deliberato aumenti molto importanti sia dei diritti di segreteria delle pratiche comunali, sia del canone unico».

Roma «Se la base dei consumatori locali è schiacciata – dichiarano da Confartigianato – dobbiamo importare nuovi residenti con maggiore capacità di spesa. Dobbiamo puntare sull’area romana per attirare nuovi cittadini. Grazie alla fibra ottica e ai collegamenti ferroviari (da potenziare), Terni deve proporsi come la scelta naturale per chi lavora a
Roma ma cerca una città ‘facile da vivere’, meno costosa e più sicura. In questo senso, chiediamo di ampliare le politiche già in atto di attrazione dei residenti, di predisporre pacchetti di comunicazione delle stesse nei confronti soprattutto dell’area romana, di sollecitare e coordinare le medesime politiche anche riguardo i comuni della conca ternana.
La competizione dei territori: mentre ci domandiamo se le prime timide politiche di sconti fiscali per l’attrazione della residenzialità che sono state attivate abbiano o no un’efficacia, i nostri territori vicini aumentano e arricchiscono i loro pacchetti di attrazione della residenzialità: Rieti punta sui contributi all’affitto e sull’ecosistema per gli smart-workers e Viterbo sulle esenzioni Imu per ristrutturazioni e sulla promozione degli studentati. È importante tenere ben presente la dimensione della competizione territoriale anche su queste politiche. Il Centro Storico – osserva ancora Confartigianato – è stato privato dei tradizionali motivi per essere frequentato durante il giorno. È tempo di invertire la rotta: basta delocalizzare, è ora di ricentrare i servizi. Chiediamo che gli uffici pubblici restino o
tornino nel perimetro urbano, utilizzando il patrimonio di edifici dismessi (ex banche, palazzi storici vuoti). Portare l’Università e gli Its nel cuore di Terni e pianificare sinergie commerciali tra Centro-Cascata, Centro-polo eventi, Centro-principali strutture sportive, Centro-polo sanitario. Basta eventi “mordi e fuggi” che non lasciano nulla sul territorio. Le risorse vanno indirizzate verso eventi di qualità che abbiano la possibilità e l’ambizione di attrarre flussi nazionali o comunque dai territori vicini. La promozione degli eventi deve essere fatta con largo anticipo e con canali digitali moderni, puntando sul target romano e del centro Italia. Inoltre, rianimare un centro già desertificato assorbirebbe risorse pubbliche in termini di costi diretti ben più elevate rispetto a quelle necessarie oggi per il suo mantenimento in vita.

Confartigianato Terni chiede di rendere operative le seguenti misure entro 3 mesi:
1. Shock di Accessibilità
Fascia Shopping: Sosta gratuita dalle 18:00 alle 20:00 nei parcheggi di superficie e di attestazione (S. Francesco/Rinascita) tutti i giorni della settimana. Moratoria Gdo: utilizzo di criteri ben più approfonditi e stringenti sull’impatto concreto dei progetti di nuovi insediamenti della Gdo nella fascia intermedia e comunque non collegati con la direttrice del raccordo Terni-Orte. Modifica dell’atto di programmazione commerciale con utilizzo degli strumenti disponibili (aree sature). Sospensione di nuove varianti urbanistiche per medie e grandi strutture di vendita fino alla redazione del nuovo atto.
2. Shock Fiscale (Sostenibilità)
Revisione Coefficienti Taric: Ricalcolo delle tariffe per le utenze non domestiche del centro (Pmi commercio e Artigianato) che tengano conto della reale esigua produzione di rifiuti, con una riduzione obiettivo di almeno il 20%. Sportello ‘Benvenuto a Terni’: Attivazione di un ufficio unico (fisico e digitale) che promuova i pacchetti di esenzione fiscale per i nuovi residenti, e altre opportunità territoriali, con una campagna media mirata all’area di Roma Nord.
3. Funzioni e Decoro (Metodo “Cantiere”)
Mappatura Immobili Dismessi: Censimento entro 60 giorni dei locali pubblici vuoti in centro da rendere oggetto di progettazione per la destinazione a servizi al cittadino e/o laboratori universitari. Liberare e mettere a disposizione per corsi e attività universitarie la foresteria di Corso Tacito. Piano Luce e Sicurezza: Installazione di 100 nuovi punti luce e 30 telecamere nei “vicoli ciechi” del commercio in area urbana, individuati insieme alle associazioni di categoria. Sblocco degli interventi per il decoro inspiegabilmente fermi, come ad esempio lo smontaggio/trasferimento dell’installazione della “vela” in piazza dell’Olmo, per la parte residua dopo il crollo, anche ai fini della sicurezza.
4. Logistica Maratta
Promozione di un Tavolo operativo per l’”Ultimo Miglio” con la Regione Umbria mirante all’avvio della sperimentazione per l’uso della piastra logistica di Maratta come hub per le merci del centro, con connesso bando di incentivi per gli investimenti coordinati delle imprese locali.
5. Gestione delle ‘Luci Spente’: Rigenerazione delle Vetrine Sfitte. «L’ordinanza per il decoro delle vetrine sfitte non sta funzionando. Individuare le cause e risolvere il problema. Studiare anche un sistema di tassazione inversa per l’incuria (o comunque di agevolazione fiscale condizionata al decoro). Emanare un bando comunale di incentivi per l’utilizzo delle vetrine ai fini della promozione urbana (mostre d’arte, messaggi pubblicitari sociali, vetrine informative, showroom del territorio, ecc.) al fine di mantiene la continuità visiva del commercio, illuminare le vie e ridurre il senso di abbandono.
6. Tavolo Ztl. Apertura immediata di un tavolo ‘Ztl/flussi del centro città’ per realizzare un piano operativo immediato al fine di valutare l’effetto concreto degli interventi in atto, studiare e proporre eventuali riduzioni del perimetro e/o degli orari Ztl, connessi alla valorizzazione delle aree pedonali e dei servizi di supporto non a specifiche zone, ma all’intero centro città.

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