Umbria

Elisoccorso, accordi con Comuni e Province per rete di aree di atterraggio in tutta l’Umbria


di Daniele Bovi

Campi sportivi, parchi, aree aperte o chiuse di proprietà di Comuni e Province. Sono essenzialmente queste le tipologie di spazi che saranno oggetto delle convenzioni che saranno stipulate tra l’Azienda ospedaliera di Perugia – dove ha sede la centrale operativa del 118 regionale – e Comuni e Province, con l’obiettivo di creare una rete di siti di atterraggio idonei alle operazioni diurne e notturne del servizio di elisoccorso. Dei protocolli si parla in una delibera del Santa Maria.

La rete L’obiettivo è garantire interventi rapidi ed efficaci su tutto il territorio, anche nelle ore notturne, superando la logica delle soluzioni occasionali e non strutturate. Il coordinamento dell’intero sistema fa capo alla centrale operativa del 118 di Perugia, che opera all’interno del Dipartimento regionale di emergenza urgenza istituito nel 2022. È la centrale che gestisce le richieste di intervento, decide quando attivare l’elisoccorso e tiene aggiornata la mappa dei siti disponibili. La base operativa degli elicotteri, come noto, è all’aeroporto di Foligno, ma la rete dei punti di atterraggio è pensata per coprire in modo capillare l’intera regione, riducendo i tempi di arrivo nei casi più gravi.

Le convenzioni Sei gli schemi di convenzione previsti. Gli accordi variano in base al tipo di area e all’ente proprietario, ma seguono tutti lo stesso impianto. I Comuni e le Province mettono a disposizione gratuitamente parchi, aree pubbliche o campi sportivi di loro proprietà, mentre l’Azienda ospedaliera, attraverso il 118, li utilizza esclusivamente per le operazioni di soccorso sanitario con elicottero. L’inserimento di un’area nella rete non è automatico. Ogni sito deve essere individuato e valutato con attenzione. La proposta può partire dall’ente locale o dalla stessa centrale operativa. Segue poi un sopralluogo congiunto, al quale partecipano i tecnici del Comune o della Provincia, quelli del 118 e il gestore del servizio di elisoccorso. Solo dopo queste verifiche viene rilasciata una dichiarazione formale che attesta l’idoneità dell’area all’atterraggio, sia di giorno sia di notte. A quel punto si procede alla firma della convenzione.

I compiti Gli enti locali restano responsabili della cura e della manutenzione delle aree. Devono garantire che gli spazi siano sempre liberi e sicuri, senza ostacoli nuovi come pali, cavi o strutture temporanee che possano creare pericoli durante le manovre. Devono inoltre nominare un referente reperibile, incaricato di controllare periodicamente lo stato dei luoghi e di segnalare eventuali problemi alla centrale operativa. Per le aree chiuse è previsto anche un sistema che consenta l’accesso immediato ai mezzi di soccorso in caso di emergenza. 

I dettagli La centrale del 118 invece utilizza le aree solo per finalità sanitarie e si occupa della gestione complessiva della rete. Sono previsti voli di prova e attività di addestramento, necessari per consentire agli equipaggi di conoscere in anticipo le caratteristiche dei siti e operare in sicurezza anche in condizioni difficili. In caso di emergenza, l’area deve essere liberata immediatamente e le persone devono allontanarsi e attendere il termine delle operazioni. Gli accordi hanno una durata di cinque anni e possono essere rinnovati.

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