Marche

Elezioni provinciali ad Ancona, Paolorossi azzoppato dal fuoco amico. E sui franchi tiratori c’è Forza Italia nel mirino

«Ci abbiamo provato, è andata male: forse avremmo potuto fare meglio». Questa è l’aria che tira nel centrodestra reduce dal ko alle elezioni che in Provincia di Ancona hanno visto la netta conferma del presidente uscente Daniele Carnevali, espressione del Partito Socialista e sostenuto dal centrosinistra. Tutti a destra si dicono consapevoli che di fronte c’era un Mortirolo da scalare, per usare una metafora ciclistica. Un centrodestra che contro Carnevali ha deciso di puntare sulla “pecora nera”, quel Luca Paolorossi che dal 2024 indossa la fascia tricolore a Filottrano.

Cos’è mancato

Si ragiona tra le fila del centrodestra col senno di poi: «Per centrare il ribaltone, forse serviva una candidatura in grado di attrarre i voti dei moderati.

E quella di Paolorossi non era certo l’ideale». Il pensiero ritorna al tentativo di sondare la sindaca di Falconara Stefania Signorini, in quota Forza Italia: profilo sicuramente più spendibile, ma che aveva risposto picche. A 24 ore di distanza dalla sconfitta, il sindaco sarto dice chiaramente come la pensa: «L’Armata rossa negli ultimi giorni se l’è vista davvero brutta. Carnevali ha promesso di tutto e di più, ai limiti dello stalking politico».

Dopo la bordata all’avversario, tocca ai compagni di squadra: «Sono mancati all’appello 7 franchi tiratori e 4 che non sono andate a votare – va di matematica Paolorossi – Il centrosinistra ha chiamato alle armi e ha serrato i ranghi. Nel centrodestra qualcuno, oltre che punire me, doveva punire qualcun altro», il j’accuse del sindaco, che già guarda oltre e accarezza il sogno di una candidatura alle Politiche nel 2027. Benché sconfitto, in queste elezioni provinciali, come alle Regionali di settembre, si è pesato, dimostrando il suo valore alla Lega. E non solo.

Nel frattempo, si è fatto sentire anche il segretario nazionale del Carroccio e vicepremier Salvini: mezz’ora di telefonata domenica sera, subito dopo l’ufficialità dei risultati: «Luca, te lo dicevo che sarebbe stata una battaglia impossibile. Ma hai deciso di metterti in gioco e io questo non lo dimentico». E se te lo dice il numero uno del partito, sei già in pole nella gara che mette in palio un posto al sole in direzione della Capitale. Alle urne delle Provinciali, la Lega ha risposto presente alle indicazioni dei vertici; idem FdI, dicono i bene informati.

I capri espiatori

Ecco dunque che nel mirino finisce Forza Italia, che secondo molti nel centrodestra avrebbe fatto registrare assenze strategiche quando non proprio voti a Carnevali. «A chi non è stato ai patti invierò un segnale dei miei, alla Paolorossi, da cane sciolto», è l’avvertimento lanciato senza tanti giri di parole.

Per gli azzurri, la linea la detta il segretario provinciale e sindaco di Numana, Gianluigi Tombolini: «FI ha fatto la sua parte, tutti i nostri amministratori sono stati corretti e hanno votato per Paolorossi, nei confronti del quale non abbiamo mai avuto alcuna preclusione a livello personale. Delle perplessità iniziali ci sono state soltanto perché volevamo trovare il miglior candidato possibile. Poi tutti noi lo abbiamo sostenuto convintamente», giura la fascia tricolore. In casa FdI, il segretario provinciale ed europarlamentare Carlo Ciccioli parla di «risultato prevedibile, partivamo in salita. È stato un voto di palazzo e di clientela. Qualche voto in più in entrata, qualche voto di troppo in uscita. È la politica, signori». Quella dei franchi tiratori.




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