Elezioni a Fermo, il centrodestra pronto alla volata “in autonomia”. Tosoni in pole per la candidatura a sindaco
FERMO – Fumata nera dagli ultimi incontri per una possibile “unione” tra i partiti di centrodestra e i civici di Scarfini. A far saltare il banco sarebbero state proprio le prescrizioni di questi ultimi sui nomi. E dunque, con un progetto di coalizione in vista del voto, torna in pole position il nome di Leonardo Tosoni come candidato sindaco
di redazione CF
Il centrodestra in appoggio al candidato sindaco Alberto Scarfini? Fumata grigia, anzi quasi nera. Ed è così che, nella cronaca quasi melodrammatica di un matrimonio che sembra proprio che “non s’ha da fare”, il centrodestra, che in questo caso fa rima soprattutto con Fratelli d’Italia, è pronto a correre con una sua lista, anzi due, e un proprio candidato sindaco il cui identikit conduce a Leonardo Tosoni. Un nome, il suo, in quota FdI, già in circolo da mesi. E che oggi acquista ulteriori punti dopo incontri, riunioni e scambi di opinioni, alcuni nemmeno troppo teneri, tra le due compagini. Ma al momento non si può escludere nemmeno quello di Simone Emiliani (che sarebbe in quota Lega).
Il motivo del mancato accordo? Semplice quanto ormai noto: il niet di alcuni civici vicinissimi a Scarfini a simboli di partito in coalizione ma anche a candidati palesemente di partito in lista. Davvero troppo per qualche mediatore del centrodestra.
Dunque se l’accordo, almeno per il primo turno elettorale, tra i civici di Scarfini (vedasi Calcinaro) e i partiti di centrodestra dovesse definitivamente saltare, si arriverà alle elezioni con quattro/cinque candidati alla carica di sindaco. In altre parole si sfideranno proprio l’attuale assessore fermano, Alberto Maria Scarfini (appoggiato dai civici rimasti fedeli al progetto inaugurato 11 anni fa da Paolo Calcinaro), Angelica Malvatani, candidata del campo largo (che da queste parti si chiama Fermo Città Comune, con in squadra Pd, Avs, Movimento 5 Stelle, Rifondazione comunista, Italia Viva e la lista “La Città che Vogliamo”) Mauro Concetti con la sua lista “Fermo al Centro”, un possibile candidato espressione del movimento “Ricostruire Fermo” e, new entry, quel Tosoni per il centrodestra. O quasi.
Ecco, qui si apre una parentesi nella parentesi. Lecito parlare dell’intero centrodestra? O meglio di una sua buona percentuale? Beh sicuramente i meloniani faranno da apripista al nuovo progetto elettorale. Questo equivale a dire lista con simbolo in bella vista. La Lega, a questo punto, potrebbe formare una sua lista o dare il proprio contributo in termini di nomi rispolverando quelle dichiarazioni del blocco (che in quella circostanza, sì, aveva parlato all’unisono) del centrodestra (“sì tutti insieme e con i simboli”) avevano di fatto dato il via alla campagna elettorale.
E poi c’è Forza Italia. Un nodo da sciogliere, una strada da scegliere per gli azzurri. Sì perché tramontando l’accordo con Scarfini, si troverebbero a un bivio: appoggiare l’attuale assessore, opzione che al momento va per la maggiore, con la lista “Insieme per Scarfini” (che si è già annunciata, seppur con qualche punto interrogativo al seguito) o rientrare nei ranghi per il “bene superiore” di coalizione? Bel dilemma.
A chiudere il cerchio ci sono Noi Moderati e Udc che potrebbero, a questo punto, dichiarare fedeltà all’asse di centrodestra aderendo al progetto partitico (magari in un listone insieme alla Lega?). O liberamente decidere di appoggiare il candidato civico.
Nel quadro generale va menzionata anche la lista Fermo Si Muove che nelle scorse settimane ha dichiarato di volersi unire alla compagine di Scarfini. Ma, a quell’epoca (si sa che in politica i giorni equivalgono ad ere) non c’era ancora in piedi il progetto di centrodestra. Non per scomodare Virgilio ma “tempus fugit”. E a prescindere dalle legittime scelte di ognuno, restano poche settimane per presentare le liste e, da lì a un mese, per lanciare gli ultimi appelli prima del voto in calendario il 24 e 25 maggio prossimi. E poi? Beh in caso di ballottaggio, seppur sarebbe quasi fisiologico un accordo, i pesi specifici di centrodestra e “scarfiniani” dopo il primo turno potrebbero essere sensibilmente mutati. E così pure i rispettivi poteri contrattuali in vista del secondo turno. Ma dicevamo, restano un paio di mesi per scoprirlo.
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