Umbria

Efficienza, nuovi servizi e patti chiari con le istituzioni, Polis presenta la ricetta per un welfare sostenibile


L’assemblea dei soci di Polis ha approvato il Bilancio di previsione 2026 e l’aggiornamento del Piano economico finanziario 2025-2028, documenti che delineano la rotta strategica della cooperativa per i prossimi tre anni. I piani, costruiti su un’analisi realistica e prudenziale, testimoniano la capacità di resilienza dell’organizzazione e il suo impegno a garantire servizi di qualità, stabilità occupazionale e sostenibilità economica, nonostante le pesanti pressioni esterne che attanagliano il settore del welfare italiano.

Un bilancio in equilibrio fra sfide senza precedenti

L’analisi preconsuntiva al 30 settembre 2025 chiude con un utile, segnando un sostanziale equilibrio nonostante un contesto operativo definito “preoccupante”. Questo risultato è stato conseguito fronteggiando tre grandi criticità esterne.

Il rinnovo del Ccnl e il carico economico non compensato: Il rinnovo del Contratto collettivo delle cooperative sociali, con aumenti stipendiali doverosi e l’introduzione della quattordicesima mensilità, ha generato un aumento del costo del lavoro senza un corrispettivo e automatico riconoscimento nelle tariffe da parte di molti enti committenti pubblici. Questo genera uno squilibrio strutturale che mette a rischio la sostenibilità delle cooperative.

Cronici ritardi nei pagamenti della pubblica amministrazione: Le note criticità della finanza pubblica si traducono in ritardi sistematici nei pagamenti, costringendo Polis a ricorrere a costose linee di credito per garantire la continuità dei servizi e la corresponsione degli stipendi.

Il contenzioso con Asp1 Teramo: La vicenda del credito di oltre 8,5 milioni di euro verso l’AspP1 di Teramo ha gravato a lungo sulla gestione. Dopo un lungo iter, il Tribunale di Teramo ha concesso la provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo per circa 6,7 milioni di euro, un risultato importante che attesta la fondatezza delle ragioni di Polis. Un nuovo tentativo di conciliazione è fissato per l’11 febbraio 2026.

Le azioni di difesa della cooperativa: rigore e responsabilità

Per salvaguardare il proprio futuro, i soci lavoratori e i beneficiari dei servizi, Polis ha intrapreso azioni concrete e rigorose.

Contratto di solidarietà difensivo: A partire da novembre 2025, la tecnostruttura di Polis ha adottato questo strumento, una scelta responsabile per conciliare flessibilità, tutela dell’occupazione e riequilibrio economico.

Revisione strategica dei contratti: È stata avviata una rassegna sistematica di tutte le commesse. Dove non era garantita la copertura dei maggiori costi, Polis ha preso la difficile decisione di non rinnovare o interrompere le collaborazioni, proteggendo la stabilità complessiva.

Potenziamento del controllo e dell’efficienza: È stato implementato un sistema di monitoraggio avanzato su organici, produttività e costi, con l’obiettivo di raggiungere un’efficienza dell’85% e generare risparmi significativi sul costo del lavoro. Particolare attenzione è posta al contenimento degli “altri costi” attraverso una gestione oculata degli acquisti.

Una visione di sviluppo: radicamento territoriale e innovazione

Nonostante le difficoltà, Polis guarda al futuro con progettualità, perseguendo uno sviluppo equilibrato e di qualità.

Co-progettazione e nuovo codice appalti: Polis punta a rafforzare le relazioni con gli enti pubblici attraverso strumenti collaborativi, co-progettando servizi che rispondano ai bisogni reali delle comunità.

Espansione geografica e di settore: Sono in corso sviluppi significativi in Sardegna (servizi riabilitativi e salute mentale), Puglia (infanzia e RSA), Toscana e Abruzzo, consolidando il modello operativo apprezzato da famiglie e istituzioni.

Investimento sulle nuove generazioni: Il Servizio civile universale è una leva strategica: nel 2025 sono stati coinvolti 38 giovani, in un percorso di formazione e avvicinamento al lavoro sociale che alimenta il ricambio generazionale.

Digitalizzazione dei processi: È in corso un progetto per ottimizzare e automatizzare i processi amministrativi e gestionali, per aumentare l’efficienza e ridurre la dipendenza da consulenti esterni.

I numeri che testimoniano l’impatto sociale

Al 30 settembre 2025, Polis conta: 1.146 soci lavoratori (con una riduzione legata all’uscita da Asp1 Teramo, ma un incremento netto di 75 unità grazie a stabilizzazioni); 136 lavoratori dipendenti, 20 professionisti sanitari e 68 a partita Iva. Un organico complessivo di 1.370 persone, confermandosi come importante realtà occupazionale in tutte le regioni di operatività (Umbria, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Toscana).

Un appello alle istituzioni e alla collettività

Polis, pur agendo con rigorosa responsabilità aziendale, lancia un forte appello perché sia riconosciuto il valore del welfare comunitario e delle cooperative sociali che lo sostengono. È urgente.

Definire meccanismi automatici di adeguamento delle tariffe al rinnovo dei Ccnl.

Garantire certezze nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione.

Promuovere un sistema di appalti che premi la qualità e la sostenibilità, e non solo il prezzo più basso.

La deriva verso un sistema basato su grandi operatori speculativi metterebbe a rischio la personalizzazione, la prossimità e la dimensione valoriale dei servizi alla persona.

La strategia 2026: gli obiettivi chiave

Il Bilancio 2026 si struttura su cinque pilastri:

Rafforzamento commerciale: Incremento fatturato (5-6%), con marginalità minima del 10%.

Governo delle risorse umane: Stabilizzazione, formazione, controllo della produttività.

Gestione economico-finanziaria: Rigoroso controllo di cassa e recupero crediti.

Efficientamento dei processi: Riduzione costi di produzione e ottimizzazione organici.

Innovazione e competenze: Percorsi di carriera meritocratici e valorizzazione del capitale umano.

Il percorso che presentiamo oggi è la sintesi di una scelta chiara – dichiara il presidente Gianfranco Piombaroli – Davanti a un sistema che spesso dimentica il suo ruolo di sostenitore del welfare comunitario, Polis non si arrende. Agiamo con il rigore dell’impresa e il cuore della cooperazione, difendendo il lavoro dignitoso, la qualità dei servizi e la nostra presenza sui territori. Chiediamo alle istituzioni un patto chiaro e leale: riconoscere il valore economico del sociale per preservare un bene comune irrinunciabile”.


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