Trentino Alto Adige/Suedtirol

Effetto guerra, in marzo crolla la fiducia dei consumatori – CRONACA



La guerra pesa sulla fiducia dei consumatori. A marzo 2026, l’indicatore cala da 97,4 a 92,6 mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese subisce una riduzione marginale (da 97,4 a 97,3). Lo segnala l’Istat. Tra i consumatori, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: il clima economico cade da 99,1 a 88,1, il clima futuro scende da 93,1 a 85,3, quello personale cala da 96,8 a 94,2 e il clima corrente diminuisce da 100,7 a 98,0.

Il dato sulla fiducia dei consumatori, crollato a marzo al 92,6 è il peggiore da ottobre 2023 quando scese al 91,1. Lo segnala l’Unione nazionale dei consumatori (Unc) spiegando che è anche l’effetto della guerra ma che il quadro internazionale “non basta a spiegare un crollo di tale portata. A precipitare, infatti, si legge in una nota, non sono solo i giudizi e le attese sull’Italia, ma anche quelle sulla famiglia”.

“Il risultato, afferma il presidente dell’associazione, Massimiliano Dona, dipende anche dal ritardo con cui il Governo è intervenuto per bloccare il rialzo dei carburanti e dal fatto che non sta ancora facendo nulla per impedire l’imminente rincaro delle bollette di luce e gas. Lunedì Arera aggiornerà i prezzi delle bollette della luce del secondo trimestre e saranno guai per i vulnerabili. Il Governo ha messo la sordina su questo problema, che invece sta preoccupando tutti i consumatori” . 

 La crisi in Medio Oriente “si abbatte come uno tsunami sulla fiducia dei consumatori, con l’indice che a marzo registra un crollo verticale in tutti i comparti”, afferma il Codacons, commentando i dati dell’Istat sulla fiducia dei consumatori scesa a 92,6.

“La delicata situazione geopolitica attuale, unitamente alle ricadute dirette in Italia sul fronte dei listini dei carburanti e dei prezzi dell’energia, spiega l’associazione – hanno affossato la fiducia delle famiglie, che registra a marzo un crollo peggiore di ogni aspettativa . L’indice sul clima economico precipita infatti da 99,1 a 88,1, il clima futuro scende da 93,1 a 85,3, quello personale cala da 96,8 a 94,2. Si tratta di segnali non solo estremamente negativi per la nostra economia, ma anche pericolosi: la minore fiducia dei consumatori si traduce in una più bassa propensione alla spesa delle famiglie, cui si aggiungerà anche l’effetto del caro-prezzi nei vari settori, a partire dagli alimentari, con un effetto depressivo sui consumi nazionali”. 




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