Edison punta sul green al 2030

Il traguardo di Edison è fissato: 4 GW di capacità rinnovabile installata al 2030 e il 40% del mix elettrico da fonti green. “Abbiamo già raggiunto circa 2,4 GW”, premette Marco Stangalino, executive vice president power asset di Edison. “Questo significa che nei prossimi anni dovremo sviluppare circa 1,6 GW aggiuntivi, di cui almeno il 60% tramite mercato regolato”. A sostenere il piano è il portafoglio dei nuovi progetti. “Oggi abbiamo circa 3,4 GW in sviluppo tra eolico e fotovoltaico”, spiega Stangalino. “Una pipeline così ampia ci consente di selezionare i progetti più solidi e centrare l’obiettivo finale”.
La crescita delle rinnovabili deve fare i conti con iter autorizzativi, tempistiche delle aste e costi delle tecnologie, in un contesto geopolitico che continua a influenzare il prezzo di componenti e materie prime, con effetti a cascata sulle filiere industriali. “Per questo è fondamentale mantenere un equilibrio tra autorizzazioni, meccanismi di mercato e sostenibilità degli investimenti”, osserva il manager. Nel primo semestre del 2026 il gruppo prevede di avviare lavori per oltre 160 MW, tra fotovoltaico (oltre 100 MW) ed eolico (50 MW). “I nuovi cantieri sono parte dei 500 MW aggiudicati lo scorso dicembre alle aste Fer-X, di cui Edison è risultata tra i principali assegnatari”. La maggior parte dei progetti sarà realizzata nel Sud Italia: Sicilia, Campania, Puglia e Basilicata. “Tutte regioni che continuano a offrire le condizioni autorizzative migliori. Entro l’autunno del 2026 contiamo di avere 18 cantieri aperti tra eolico e fotovoltaico”.
Il gruppo sta sviluppando nuovi progetti anche nel Nord Italia, tra cui un impianto fotovoltaico da quasi 50 MW in provincia di Torino, la cui costruzione dovrebbe partire entro la primavera. Proprio il Settentrione, in genere interessato in misura inferiore dallo sviluppo fotovoltaico, sta accrescendo la sua attrattività in parte anche per via delle difficoltà di connessione alla rete che stanno emergendo in alcune aree del Sud. “Le richieste di allacciamento sono cresciute molto e in alcune zone le infrastrutture elettriche sono sotto pressione”.
L’avvio dei nuovi cantieri per 160 MW nel primo semestre, già tutti autorizzati, comporterà investimenti per circa 215 milioni di euro e, secondo le stime del gruppo, coinvolgerà complessivamente circa 400 maestranze e 70 imprese fornitrici. Accanto ai nuovi cantieri, Edison prevede di mettere in esercizio oltre 170 MW (eolici e fotovoltaici) entro il primo semestre del 2026, dopo aver completato nel 2025 progetti per oltre 200 MW.
Intanto, dopo il successo del Fer-X transitorio dello scorso dicembre, il settore guarda ora al Fer-X definitivo atteso nel 2026. “Ci aspettiamo che il nuovo meccanismo parta rapidamente e con contingenti più ampi per assegnare nuova capacità rinnovabile”. Il manager avverte però che mantenere livelli così bassi potrebbe diventare più difficile. “Nelle ultime gare il fotovoltaico ha registrato valori attorno ai 60 euro per MWh. Con l’aumento dei costi delle componenti non sarà semplice restare su queste soglie”. Diversa la situazione dell’eolico, dove le aggiudicazioni sono state inferiori alle attese. “Il problema è una combinazione di fattori”, rileva Stangalino. “In Italia i siti realmente ventosi sono ormai limitati e i progetti eolici hanno costi più elevati rispetto al fotovoltaico. In più molti impianti richiedono nuove sottostazioni o collegamenti alla rete, che aumentano molto l’investimento”.
In parallelo cresce l’attenzione verso i sistemi di accumulo. Oltre alle batterie, Edison guarda ai grandi impianti di pompaggio idroelettrico, considerati infrastrutture strategiche per la stabilità del sistema elettrico. Il gruppo ha in sviluppo cinque progetti nel Sud Italia: Basilicata, Calabria, Puglia, Sardegna e Sicilia. “Si tratta di cantieri lunghi con ricadute economiche importanti sui territori. L’auspicio è che entro la fine del 2026 possa esserci un’asta specifica per questa tecnologia”.
Un altro dossier aperto resta quello delle concessioni idroelettriche. Edison ha raggiunto un’intesa con Regione Lombardia su un possibile modello di rinnovo basato su nuovi investimenti sugli impianti e sui territori. “La Lombardia rappresenta circa il 25% della produzione idroelettrica italiana”, ricorda Stangalino. “L’accordo dimostra che è possibile trovare soluzioni equilibrate che consentano agli operatori di investire e allo stesso tempo generare benefici per il territorio”. Il nodo resta politico e regolatorio, ma per Edison esistono margini per una soluzione condivisa. «”Crediamo che oggi ci siano le condizioni per arrivare a un’intesa anche con le istituzioni europee”, conclude il manager.
Source link




