Basilicata

Edilizia e Mezzogiorno, convegno dell’Ance a Cosenza

A Cosenza convegno organizzato dall’Ance su edilizia e Mezzogiorno, presente la presidente nazionale Federica Brancaccio


COSENZA – Il settore delle costruzioni chiede un cambio di paradigma che parta dalle fondamenta legislative per rispondere alle sfide della transizione ecologica e dell’emergenza abitativa. È questo il messaggio emerso con forza durante il convegno “Il Mezzogiorno rigenera l’Italia. Le sfide dell’edilizia: dal futuro delle costruzioni alla qualità dell’abitare”, ospitato nella sede di Confindustria Cosenza.

LE PAROLE DI FEDERICA BRANCACCIO

La presidente nazionale di Ance, Federica Brancaccio, ha centrato il punto nodale della crisi di crescita del settore: l’obsolescenza delle regole. «Se vogliamo raggiungere – ha dichiarato la presidente Brancaccio – gli obiettivi di messa in sicurezza, adattamento climatico e rigenerazione urbana, dobbiamo capire che con regole urbanistiche del 1942 non si può andare avanti».
Per Brancaccio, il binomio tra necessità abitative e consumo di suolo zero si risolve solo attraverso l’innovazione.

«Bisogna andare in altezza – ha proseguito – o cambiare la destinazione d’uso delle aree industriali dismesse, ma serve un quadro normativo moderno, non uno risalente alla Seconda guerra mondiale».
Nonostante i freni burocratici, i dati confermano la centralità del Sud. Il 62% dei cantieri PNRR nel Mezzogiorno è in fase avanzata e la spesa per investimenti dei comuni meridionali è cresciuta del 20% nel 2025, superando la media nazionale (+15%). Un protagonismo sostenuto dal tessuto produttivo locale: il 45% delle imprese impegnate nel PNRR a livello nazionale proviene dal Sud.

L’INTERVENTO DI ROBERTO OCCHIUTO

Il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, ha ribadito la sinergia consolidata con l’Associazione dei costruttori, citando il bando OIKOS e i nuovi piani di rigenerazione. «Il territorio – ha affermato Occhiuto – non va più abusato, va riutilizzato».

L’obiettivo della Regione è declinare l’abitare sociale non solo nelle aree urbane, ma anche nei borghi, trasformandoli in hub per nomadi digitali e pensionati. «Noi abbiamo investito – ha poi aggiunto Occhiuto – circa 80 milioni di euro sull’housing sociale e vorremmo che queste risorse fossero messe a terra anche attraverso i suggerimenti che l’Ance ci darà per esempio anche nei borghi». Sulla questione dei crediti incagliati, il Governatore mantiene una linea di rigore finanziario: «Ho la responsabilità – ha poi aggiunto Occhiuto – di mantenere l’equilibrio dei conti».

LE ANALISI DI GALIANO E PERCIACCANTE

Il presidente di Ance Cosenza, Giuseppe Galiano, ha invece posto l’accento sulla necessità di passare dalla gestione emergenziale alla programmazione strutturale, specialmente in un territorio fragile sotto il profilo idrogeologico. «Il rischio – ha detto Galiano – è non trasformare i finanziamenti in opere reali per colpa di tempi ridotti e burocrazia».

Le previsioni Ance per il 2026 indicano una ripresa del settore costruzioni con una crescita degli investimenti del +5,6%, trainata principalmente dalle opere pubbliche (+12%) legate alla fase finale del Pnrr.

Dunque, si guarda al futuro con ottimismo perché il settore, almeno sul fronte pubblico, ha dimostrato capacità operativa, affidabilità e tenuta organizzativa, riuscendo ad assorbire volumi di investimento eccezionali in un contesto macroeconomico complesso. Prossimo passo: aumento dei posti di lavoro.

In chiusura, Giovan Battista Perciaccante, presidente degli industriali cosentini e vicepresidente nazionale Ance, ha rivolto lo sguardo al capitale umano: «Il nostro compito è creare le condizioni per far rientrare le eccellenze che abbiamo mandato a studiare fuori. Nel Mezzogiorno c’è il futuro dei nostri giovani».


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