Emilia Romagna

eco delle piccole distanze






Il progetto L’eco delle piccole distanze, che vede una selezione di opere della fotografa bolognese Carolina Negroni, mira ad ascoltare la risonanza che certi momenti lasciano dietro di sé. La pellicola introduce una piccola distanza temporale tra lo scatto e la visione, come un esercizio di attesa e di accettazione del limite. Rinunciando al controllo immediato del digitale utilizzando la macchinetta analogica, l’artista abbraccia una forma di cecità temporanea che trasforma l’atto fotografico da possesso a donazione. L’immagine dopo essere estratta dalla realtà viene lasciata sedimentare nel buio del rullino, riemergendo solo quando l’emozione dello scatto si è ormai fatta memoria. Così facendo lo scatto diventa una misura infinitesimale del ritorno. L’immagine smette di essere cronaca di vita per farsi memoria volontaria, dove il tempo non è una linea retta, ma un eco di ricordi.



































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