«Ecco il bando per il nuovo primario»
ANCONA Mentre i piccoli pazienti marchigiani continuano ad essere trasferiti fuori regione per essere operati, la direzione di Torrette muove finalmente un primo passo in avanti nella gestione della crisi della Cardiochirurgia pediatrica di Ancona. «L’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ha deliberato stamattina (ieri per chi legge, ndr) la pubblicazione del concorso per il nuovo direttore» annuncia l’assessore regionale alla Sanità Paolo Calcinaro.
La storia
Il bando, che «entro un paio di settimane» sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, servirà ad individuare il successore del professor Sergio Filippelli, il dottor Sandokan come l’avevano soprannominato i suoi piccoli pazienti, che lo scorso gennaio ha cessato il servizio in via Conca per tornare al Bambin Gesù di Roma. Lasciando però un vuoto che non è stato ancora colmato, visto che l’equipe che aveva diretto per un anno e mezzo (dal settembre 2024) non è più riuscita a riprendere l’attività operatoria specialistica senza l’assistenza del primario dimissionario. Così, i tanti neonati con patologie cardiologiche che facevano riferimento al centro d’eccellenza dell’ospedale di Torrette, marchigiani ma non solo, sono stati dirottati verso altre strutture specialistiche in Italia.
Il pressing
Da tempo si attendeva una presa di posizione dell’Azienda, almeno da fine ottobre 2025, quando le dimissioni di Filippelli sono diventate di dominio pubblico. «È una posizione abbastanza delicata, giustamente l’Azienda si è presa i suoi tempi per predisporre un atto di concorso più preciso possibile, che desse tutte le garanzie del caso» è la giustificazione che dà Calcinaro. In realtà, non era stata solo l’opinione pubblica a puntare il dito contro la lentezza della procedura. Come anticipato ieri dal Corriere Adriatico, nelle scorse settimane altri 9 primari marchigiani avevano scritto alla Regione per chiedere certezze sul futuro della Cardiochirurgia pediatrica di Torrette, un’eccellenza che si stava progressivamente spegnendo, non solo per il sostanziale stop dell’attività chirurgica ma anche per la progressiva perdita del know how accumulato con centinaia di ore di sala operatoria.
Calcinaro puntualizza come la lettera sia stata scritta tempo fa, ma cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non cambia: per troppo tempo questo nervo è rimasto scoperto. E lo rimarrà ancora per qualche mese, visto che dopo la pubblicazione ufficiale dell’avviso – che dovrebbe avvenire entro metà aprile – dovranno passare almeno 30 giorni perché si possa chiudere il periodo di raccolta delle candidature, cui dovranno poi seguire i tempi tecnici per la selezione del profilo migliore. Ammesso che ci siano delle candidature, trattandosi di un settore molto specialistico.
«Dall’Azienda si dicono ottimisti – riferisce Calcinaro – ma se il bando dovesse andare deserto, il piano B sarebbe la collaborazione con un altro grande istituto del settore».
I numeri
Parlando di numeri, il bando emesso dall’Aoum parla di un reparto con soli 13 posti letto a disposizione, di cui 1 in day hospital. Sul piano delle risorse umane, invece, i medici sono 12 (4 cardiochirurghi e 8 cardiologi e pediatri) più il primario, in grado di garantire 350 ricoveri all’anno, 35 cicli day hospital e 10mila prestazioni ambulatoriali.




