Abruzzo

ecco come cambierebbe l’aula tra vittoria di Legnini o Sicari


Mentre Chieti si prepara al ballottaggio dell’8 e 9 giugno tra Giovanni Legnini e Cristiano Sicari, iniziano anche le simulazioni sulla composizione del futuro consiglio comunale. I dati ufficiali delle liste consentono infatti di delineare alcuni scenari possibili, anche se la distribuzione definitiva dei seggi dipenderà dall’esito del secondo turno e dagli eventuali apparentamenti.

Nel caso di vittoria del centrosinistra guidato da Giovanni Legnini, senza apparentamenti tra le coalizioni sconfitte, la maggioranza sarebbe composta da 20 consiglieri oltre al sindaco.

La lista Sindaco Legnini Chieti 2026 eleggerebbe cinque consiglieri: Luca Caratelli, Francesco Ricci, Marco Femminella, Marco Marino ed Elda Capriotti. Cinque seggi andrebbero anche al Partito Democratico con Chiara Zappalorto, Stefano Rispoli, Diego Ferrara, Aurora Bruno e Alessio Di Iorio.

Tre seggi spetterebbero invece al Polo Civico con Manuel Pantalone, Silvia Di Pasquale e Massimiliano Milozzi. Due consiglieri ciascuno andrebbero a Chieti Viva, con Rita Iolanda Di Falco e Giampiero Riccardo, e a Chieti per Chieti con Luigi Febo e Anna Teresa Giammarino. Due seggi anche per il Movimento 5 Stelle con Gabriella Ianiro e Fabio Stella, mentre Alleanza Verdi e Sinistra eleggerebbe Alberta Giannini.

L’opposizione sarebbe invece composta dai candidati sindaci Cristiano Sicari, Mario Colantonio e Alessandro Carbone, oltre ai consiglieri delle liste più votate del centrodestra. Forza Italia eleggerebbe Mattia Di Paolo, Stefano Costa, Renata D’Ettorre e Davide Marrone. Fratelli d’Italia porterebbe in aula Carla Di Biase, Manuela Esposito e Giuseppe Giampietro, mentre la Lega eleggerebbe Liberato Aceto, Anna Lisa Bucci e Paola Di Pietrantonio.

Diverso lo scenario in caso di vittoria del centrodestra guidato da Cristiano Sicari con un apparentamento politico con Mario Colantonio. In questo caso la maggioranza sarebbe composta da sette consiglieri di Forza Italia, cinque di Fratelli d’Italia, cinque della Lega, uno di Chieti Progetto e uno di Azione Politica.

Per Forza Italia entrerebbero Mattia Di Paolo, Stefano Costa, Renata D’Ettorre, Davide Marrone, Remo Stampone, Monia Di Vito e Francesca Di Muzio. In Fratelli d’Italia i consiglieri sarebbero Giuseppe Giampietro, Carla Di Biase, Manuela Esposito, Antonello D’Aloisio e Alessio Matarazzo.

La Lega eleggerebbe Liberato Aceto, Anna Lisa Bucci, Paola Di Pietrantonio, Giuseppina Laselva ed Emma Letta. Chieti Progetto porterebbe in consiglio Graziano Marino, mentre Azione Politica eleggerebbe Serena Pompilio.

In questo scenario il centrosinistra passerebbe all’opposizione con tre consiglieri della lista Legnini — Luca Caratelli, Francesco Ricci e Marco Femminella — tre del Partito Democratico — Chiara Zappalorto, Stefano Rispoli e Diego Ferrara — oltre a Manuel Pantalone per il Polo Civico, Rita Iolanda Di Falco per Chieti Viva, Luigi Febo per Chieti per Chieti e Gabriella Ianiro per il Movimento 5 Stelle. A questi si aggiungerebbero Giovanni Legnini, Alessandro Carbone e Mario Colantonio come candidati sindaci sconfitti.

Nel caso di un eventuale apparentamento anche con Alessandro Carbone, gli equilibri cambierebbero solo marginalmente: il leader civico entrerebbe infatti in maggioranza sottraendo probabilmente un seggio a Forza Italia.

Dal punto di vista politico, i dati del primo turno raccontano già alcune tendenze molto nette. La prima è il peso assunto da Forza Italia, che con il 14,24% è risultata la lista più votata della città, davanti alla lista civica di Legnini e al Partito Democratico, entrambi sopra l’11%. Un risultato che rafforza il ruolo degli azzurri negli equilibri del centrodestra teatino.

L’altro dato rilevante è la forza complessiva della coalizione di Legnini, che al primo turno ha sfiorato il 48% dei voti di lista mostrando una distribuzione molto equilibrata tra partiti e civiche. Nel centrosinistra, infatti, il peso politico è distribuito tra Pd, civiche e Movimento 5 Stelle.

Da osservare anche il peso della Lega, che pur non raggiungendo le percentuali del passato riesce comunque a mantenere quasi l’11% grazie anche all’exploit personale di Liberato Aceto, il candidato consigliere più votato dell’intera tornata con 581 preferenze.


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