ecco chi sono i boss del Campo Boario di Jesi

JESI Tutti già schedati, tutti ben conosciuti dalle forze dell’ordine. Chi per aver partecipato a rapine, chi a pestaggi, chi per motivi di droga. Non sono volti nuovi quelli dei nove ragazzi, di età compresa tra i 16 e i 26 anni, che sabato mattina hanno subito la perquisizione da parte di polizia e carabinieri nell’ambito di una maxi operazione anti-maranza. A capo della gang gravitante attorno al Campo Boario ci sarebbero almeno due giovani, un 20enne e un 22enne, entrambi jesini ma di origine nordafricana. È il primo, finora, ad aver combinato più guai.
I precedenti
Uno su tutti: la condanna in abbreviato a 3 anni e 8 mesi arrivata per una serie di rapine (alcune tentate) commesse tra febbraio e marzo 2024, alcune in concorso con minorenni, altre con soggetti che sono stati identificati nel corso delle indagini. In determinati frangenti aveva agito impugnando un coltello. È stato condannato anche per l’aggressione ai due amici ai giardini di viale Cavallotti: erano stati pestati e accerchiati dal branco capeggiato del 20enne. Il giovane, che per un periodo è stato recluso nel carcere di Montacuto, è attualmente sottoposto alla misura della sorveglianza speciale. Non può, per esempio, uscire nelle ore notturne.
Un provvedimento che ha violato un paio di settimane fa, quando – in barba alla misura del tribunale – è andato a ballare in discoteca, tornando a casa quando l’alba era ormai passata. È lui il protagonista e cantante del video trap, con armi, soldi a palate e pure un machete (non ancora ritrovato), che ha dato l’input all’operazione dello scorso sabato. Lo si sente dire: «Penso solo ai money, non mi fido di nessuno, questo posto è una savana». Palesi i riferimenti allo spaccio. La scorsa settimana ha avuto un altro processo. L’accusa: aver forato le gomme di sette veicoli il 28 dicembre del 2023 in via Pergolesi. Il movente? Nessuno, probabilmente la noia.
La figura
Nel video che su Yuotube ha raggiunto più di 8mila visualizzazioni nel giro di due settimane e dal titolo Boario #1, compare anche il 22enne, quello che gli investigatori tendono a classificare come il secondo boss della gang. Per un periodo, per sfuggire ai guai e dalle misure di prevenzione del questore, si sarebbe anche rifugiato in Francia, per poi tornare a Jesi dopo poco tempo. Da sempre fianco a fianco del 20enne, fin da quando la base della banda era vicino al McDonald’s. Qui sarebbero andate in scena le prime scorribande, tra furti, rapine e qualche episodio di spaccio.
Passo dopo passo la banda si sarebbe allargata, contando altri italiani di seconda generazione (di origine anche africana) e un paio di jesini. Tutti disoccupati o con lavori saltuari. La gang si sarebbe dunque spostata prima verso i giardini di viale Cavallotti, inavvicinabili per un periodo a causa degli episodi di violenza, poi verso via Allende, nei pressi di un circolo ricreativo. Infine, l’approdo al Campo Boario, dove i maranza protagonisti della perquisizione di sabato si sono stabiliti.




