È una Sir Susa Scai ‘gran riserva’. Dzavoronok tra i segreti del supporting cast bianconero

di Carlo Forciniti
Nella settima Supercoppa conquistata dalla Sir Susa Scai, un ruolo chiave lo hanno giocato i soliti noti: da capitan Giannelli eletto Mvp della manifestazione al solito Colaci, da Ben Tara a Plotnytskyi, i due bomber più continui ed efficaci della due giorni triestina, fino a Semeniuk. Prezioso anche il contributo di chi, come Russo, è ancora alla ricerca della condizione migliore, un altro di quelli che ha i gradi di titolare.
Ma nel 3-1 su Verona ed oltre a Crosato che è partito in sestetto, un ruolo importante lo ha giocato anche Donovan Dzavoronok. Cosa già accaduta in stagione. Il suo tabellino nell’ultimo atto delle Final Four non ruba particolarmente l’occhio, è vero. Un punto a referto ne certifica l’assunto. Ebbene, mai giudicare un libro dalla copertina, o una partita dalle statistiche.
Fattore Perché il giocatore ceco il suo lo ha fatto eccome. In particolare nel secondo set dove ha avuto un ottimo impatto dai 9 metri. La svolta al parziale molto equilibrato per tre quarti abbondanti dello stesso, l’ha data proprio il ceco con i suoi turni in battuta che hanno generato attacchi efficaci, e Crosato autore del muro del provvisorio 23-20. La classe operaia che non va in Paradiso, d’accordo, ma che sale comunque al proscenio.
Bella sensazione Logica la soddisfazione dello schiacciatore ex Verona a Supercoppa vinta: «È stata una sensazione bellissima. Ad essere onesto non ho pensato tanto a chi c’era contro di noi, dobbiamo rispettare quello che in pochi anni ha fatto Verona come società, però sì, abbiamo fatto una gran partita, abbiamo tenuto un gran livello di cambio palla – ha puntualizzato -. I ragazzi in campo sono stati fantastici, meritiamo questa vittoria. Sono contento di aver dato una mano, ogni volta che entro in campo provo a dare il mio contributo»
Pronti In un frangente di gara delicato – se Verona fosse andata sul 2-0 l’assunto si sarebbe fatto molto complicato – l’apporto di Dzavoronok a partita in corso ha significato parecchio. Come quello di Crosato che solo nell’ultimo periodo parte dall’inizio per via dell’infortunio di Loser e della condizione ancora non ottimale di Solé. I due hanno saputo cogliere l’attimo. In maniera diversa. Con un minutaggio differente. Con un “bottino” in termini di punti incomparabile, ma ugualmente utile alla causa.
Gran riserva Uno dei segreti di Perugia è spiegato proprio dal livello dei giocatori che escono dalla panchina. Una Sir ‘gran riserva’. Lorenzetti – sempre puntuale nel capire i momenti della partita in cui servono forze fresche – può contare su un supporting cast di sicura affidabilità. Una dote preziosa anche in prospettiva. In prospettiva playoff scudetto e Champions League. Dove i Block Devils vogliono continuare ad essere protagonisti. Tutti. Titolari e riserve.
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