È possibile stabilire in pochi minuti se un pesce è fresco? Grazie a un sensore ora si può scoprire in meno di due minuti
Quando si compra il pesce la priorità è una: la freschezza. C’è un modo per scoprire se il pesce che abbiamo acquistato è buono o da buttare? Grazie alla tecnologia, ora si può. Un team australiano ha sviluppato un nuovo sensore che è in grado di stabilirlo tramite l’analisi della testa dell’animale in meno di 2 minuti.
Il funzionamento dello strumento tecnologico è stato illustrato sulla rivista Acs Sensors e riportato su Focus. Il sensore analizza i composti chimici che si formano sulla testa del pesce immediatamente dopo la sua morte.
Uno di questi è l’ipoxantina ed è un prodotto della degradazione degli acidi nucleici. Essa può essere usata come indicatore di freschezza dell’esemplare acquistato al mercato o in un supermercato. Lo strumento sviluppato dal team dell’Australia si basa sull’utilizzo di micro-aghi, le cui dimensioni variano dai 25μm ai 2000μm. Gli aghi iniettano nella carne del pesce un enzima che smonta la molecola sopracitata. Il percorso cambia il potenziale elettrico del pesce, in un modo misurabile dal sensore. I risultati permettono così di stabilire il grado di freschezza del pescato.
In cosa consiste il test
Il sensore è stato testato con una serie di campioni di carne di salmone, alcuni lasciati marcire per pochi minuti, altri per 48 ore. La risposta dello strumento è stata soddisfacente, dato che è riuscito a stabilire con precisione il grado di freschezza dell’animale in circa 100 secondi.
Le prestazioni del sensore sono state messe a confronto con macchine dal simile funzionamento ma più pesanti e costose, usate solitamente in laboratorio. Grazie ai risultati ottenuti, il nuovo strumento australiano ha ricevuto il via libera per essere messo in commercio.
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