“È ostile e non imparziale”

È “ostile” e “non ha svolto il proprio incarico con l’imparzialità richiesta dal ruolo”. Con queste motivazioni, gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, difensori della cosiddetta “famiglia del bosco”, hanno presentato un esposto chiedendo la revoca dell’assistente sociale nominata dal Tribunale, Veruska D’Angelo.
A riportarlo è l’agenzia Ansa, che spiega come l’istanza sia stata presentata alla vigilia dei test psicologici previsti per i genitori, disposti dal Tribunale dei minorenni e in programma da domani.
Nel documento, composto da otto pagine, i legali parlano di un “conflitto personale” e di una gestione “manchevole” da parte dell’assistente sociale, criticandone le modalità operative fin dalla nomina. Secondo quanto sostenuto, D’Angelo avrebbe ostacolato contatti telefonici tra i bambini e i nonni, negato incontri con amici e mostrato chiusura a richieste provenienti dagli stessi minori, che dal 20 novembre vivono in una casa famiglia con la madre.
Femminella e Solinas contestano anche la gestione degli incontri nel casolare avvenuti con la presenza dei carabinieri e mettono in discussione la ricostruzione sull’intossicazione da funghi, che — a loro dire — sarebbe stata presentata come un avvelenamento.
Nel mirino anche presunte violazioni del codice deontologico: in una relazione di dicembre, D’Angelo scriveva che “privilegiare ad ogni costo lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva rappresenta una adulterazione da contrastare”. Per i legali, si tratterebbe di una dimostrazione del pregiudizio dell’assistente, che avrebbe agito come “censore” di un metodo educativo differente, violando inoltre il principio di riservatezza rilasciando dichiarazioni alla stampa.
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