È morto il padre del Crodino. Maurizio Gozzelino aveva 91 anni. Inventò l’analcolico biondo nel 1965
“L’analcolico biondo che fa impazzire il mondo” non è stato solo uno slogan pubblicitario: è stato un pezzo di immaginario collettivo italiano. Dietro quella formula entrata nella memoria di generazioni c’era Maurizio Gozzelino. L’enologo piemontese, “mago delle essenze”, è morto nella notte tra venerdì 22 e sabato 23 maggio all’età di 91 anni. Lo hanno annunciato la moglie Marisa e la figlia Barbara. Con lui scompare l’uomo che ha contribuito a dare un’identità al Crodino, l’aperitivo analcolico nato nel cuore della Val d’Ossola e diventato nel tempo un simbolo dell’aperitivo “all’italiana”, capace di attraversare decenni di pubblicità, televisione e costume.
L’incontro con Pietro Ginocchi
Originario di Saluzzo e formatosi all’Istituto Enologico di Alba, Gozzelino approda nel comune piemontese di Crodo, a località a monte di Domodossola, nella Valle Antigorio, nei primi anni Sessanta, chiamato dall’imprenditore Piero Ginocchi alla Terme di Crodo Spa. È una fase di trasformazione: lo stabilimento, fino ad allora dedicato all’acqua minerale delle sorgenti della valle, si prepara a entrare nel mondo degli aperitivi.


In questo contesto nasce l’intuizione che cambierà tutto. Nel luglio 1965 vengono prodotte le prime 53.835 bottigliette di Crodino. La ricetta – ancora oggi segreta – viene messa a punto da Gozzelino: un equilibrio calibrato di erbe, spezie e radici, tra cui vaniglia, scorza d’arancia, zenzero, assenzio, coriandolo e chiodi di garofano, unito all’acqua minerale locale e affinato in botti di rovere per mesi.
Gli spot di Roberto Gavioli
Il risultato è un gusto nuovo, immediatamente riconoscibile, che trova presto la sua consacrazione fuori dal laboratorio. La spinta decisiva arriva dalla comunicazione: gli spot di Carosello sulla Rai degli anni ’60 e ’70, le campagne pubblicitarie firmate da registi come Roberto Gavioli e la forza di un linguaggio semplice e memorabile trasformano il Crodino in un fenomeno nazionale. E lo slogan diventa leggenda.
Dietro il successo industriale e mediatico, però, resta la figura di Gozzelino, tecnico rigoroso e innovatore silenzioso, spesso ricordato come l’uomo che ha saputo tradurre l’arte delle essenze in un prodotto popolare. Nel corso della sua carriera lavora anche tra Torino, Milano e l’estero nei settori delle essenze e dei liquori, ma il legame con la Val d’Ossola resta centrale. Nel 2016 riceve il premio Ginocchi d’Oro dal Centro Studi Piero Ginocchini e nel 2021 viene nominato cittadino onorario di Crodo. I funerali si svolgeranno martedì 26 maggio, alle re 10, nella parrocchia di Santa Maria della Stella a Rivoli.
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