Basilicata

È morto Don Basilio Gavazzeni, il prete in prima fila contro gli usurai

Lutto a Matera è morto Don Basilio Gavazzeni, aveva 80 anni il creatore della Fondazione Antiusura ex parroco di Sant’Agnese. Si confrontò a lungo con Mel Gibson per il film “The Passion”.


Sacerdote di strada ma soprattutto fiero e ostinato nemico di usurai e sfuttatori del bisogno umano. Don Basilio Gavazzeni, a lungo parroco della chiesa di Sant’Agnese, è morto ieri a Matera all’età di 80 anni. A lui si deve la nascita della Fondazione Antiusura “Monsignor Cavalla” che ha presieduto a lungo e che gli è valsa anche atti intimidatori gravi. Negli anni ‘90 infatti la porta della chiesa di Sant’Agnese fu fatta saltare in aria con un chilo di tritolo. Lo raccontava anche anni dopo, segno che quel messaggio non aveva mai avuto effetto sul suo impegno e che quel tritolo lo aveva, al contrario, motivato in modo ancora più profondo.

IL RAPPORTO DI DON BASILIO GAVAZZENI CON MEL GIBSON E IL COMMENTO SU “THE PASSION”

Padre Basilio, missionario monfortano nato a Verdello in provincia di Bergamo, era anche uno studioso profondo e appassionato. Lo conferma anche il rapporto che strinse con Mel Gibson in occasione delle riprese del film “The Passion”. I due si incontrarono una prima volta quando il regista americano volle confrontarsi col sacerdote sulla rappresentazione artistica della sofferenza di Cristo Nel marzo del 2006 Padre Basilio gli fece visita sul set del film, proseguendo così uno scambio che estremamente importante per entrambi.

Quando recentemente è regista è tornato a Matera per alcuni sopralluoghi in vista del sequel del film, don Basilio scrisse in una lettera aperta: «Resta fuori discussione tuttavia che, a distanza di vent’anni, il suo Cristo, imponente e titanico nella macellazione senza misura della sua carne alla mercé dei carnefici, è ancora impresso nel vivo della memoria collettiva, a differenza di quello pasoliniano, dal fisico troppo esile, elettrizzato dal suo imperversare predicatorio sia pure secondo Matteo, mai uscito dalla nicchia che, a quando a quando, è rivisitata da devoti amatori applicati a capire come un regista non credente poté realizzare un film da credente».

L’IMPEGNO NELLA FONDAZIONE ANTIUSURA E LA SUA OPINIONE PUBBLICA

Lungo fu il suo impegno all’interno della Fondazione Antiusura, concentrato in particolare non solo sul contrasto a chi approfitta del bisogno quanto, piuttosto, sulle motivazioni dei debitori con cui si confrontava anche duramente mettendo a nudo debolezze ma anche alibi. I suoi modi schietti, senza retorica, diretti non hanno sempre ottenuto la simpatia dei materani mane hanno fatto una delle voci più forti della coscienza civile cittadina. Fu infatti impegnato più volte anche in battaglie pubbliche e fece sentire la sua opinione su alcuni dei fatti più significativi della storia degli ultimi decenni tra cui l’attentato a Papa Woityla su cui scrisse un libro intitolato “Il Papa deve morire”, la morte di Papa Francesco e la recente elezione di Papa Leone XIV.


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