è morto a 3 anni dopo lo schianto ad Ancona. Aperto un fascicolo sull’incidente

ANCONA Quindici giorni sospesi, tra la speranza e la paura. Poi la notizia che nessuno voleva ricevere. Jacopo Cofani, 3 anni, non ce l’ha fatta. Il bambino, rimasto gravemente ferito nel violento schianto sotto la galleria del Montagnolo, è morto dopo due settimane di ricovero in Rianimazione al Salesi nella notte tra mercoledì e giovedì. Una corsa contro il tempo iniziata sull’asfalto della statale 16, quando il suo cuore si era fermato subito dopo l’impatto. I soccorritori erano riusciti a rianimarlo, poi il trasferimento d’urgenza, l’intervento chirurgico per le gravissime lesioni cerebrali, il ricovero in prognosi riservata. Da allora, un’attesa carica di apprensione che ha tenuto con il fiato sospeso non solo la famiglia, ma un intero territorio.
Il cordoglio
La notizia della morte si è diffusa ieri, rapidamente, attraversando Serra San Quirico e i comuni vicini. Una comunità che conosceva quella famiglia e che oggi si ritrova a fare i conti con un dolore difficile da contenere. Il piccolo Jacopo viveva nella frazione di Sasso con il papà Giovanni e la sorellina Giulia, coinvolti nell’incidente, e la mamma Stefania. «Conosciamo bene Stefania e Giovanni – il cordoglio della sindaca di Serra San Quirico Debora Pellacchia – ne apprezziamo l’encomiabile impegno nel lavoro, nello sport e nella vita sociale di Serra San Quirico. Con loro abbiamo condiviso momenti preziosi di partecipazione civica all’interno della grande famiglia dell’Anpi, ed è impossibile oggi non rivedere Jacopo in quelle immagini di festa: la sua vivacità contagiosa, le danze della sorellina Giulia, la musica di Giovanni e il sorriso di Stefania». Giovanni Cofani, 40 anni di Fabriano, ha un’azienda agricola a Marischio. Nel tempo libero suona la fisarmonica nel trio LuTraiananà, gruppo di musica tradizionale marchigiana. Stefania Giuliani, invece, 44enne jesina, è una nota allenatrice di pallanuoto. Negli ultimi europei ha guidato la nazionale francese. «Trovare le parole giuste di fronte alla perdita di un bambino di soli tre anni è un compito che ammutolisce il cuore – ha concluso la sindaco Debora Pellacchia – il dolore è reso ancora più profondo dal legame di stima e affetto che ci unisce da sempre alla famiglia del piccolo Jacopo. Nel giorno del funerale di Jacopo, ancora da fissare, Serra San Quirico osserverà il lutto cittadino. Al cordoglio si è unita anche la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo e il primo cittadino di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo.
L’incidente
L’incidente si è verificato il 18 marzo scorso verso le 17.40, quando il traffico, all’interno della galleria Montagnolo. La Ford con a bordo la famigliola viaggiava verso Ancona, quando si è scontrata con un camion procedeva in direzione opposta. La famigliola fu trasferita in codice rosso a Torrette. Giovanni Cofani, al volante, ha riportato fratture multiple a livello dello sterno, del torace e del viso. Lesioni anche a unginocchio. Le condizioni di Jacopo apparvero da subito gravissime, la sorellina Giulia, di 8 anni, fu dimessa dopo 24 ore.
Sull’incidente è stato avvisato il pm di turno, il dottor Rosario Lioniello, che aprirà un fascicolo per accertare la dinamica di quello che è sembrato essere uno schianto frontale tra la Ford Focus su cui viaggiava la famigliola di Serra San Quirico e un camion. Non ci sono indagati. La Ford, dopo il violento impatto, avrebbe iniziato una carambola in cui sono rimaste coinvolte altre tre auto. La parte anteriore dell’auto è andata completamente distrutta Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio della magistratura, lo schianto sarebbe avvenuto per una distrazione o una frenata improvvisa dovuta al traffico. Sul posto oltre ai Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine, è intervenuta anche l’automedica di Falconara, le ambulanze della Croce Gialla di Camerano e Chiaravalle e dell’infermieristica di Torrette.




