Lazio

E io pago!, ecco quanto costa portare urne e schede nei seggi romani

Per far arrivare urne e schede elettorali in ogni angolo della città, Roma mette in campo una vera e propria macchina organizzativa.

A ogni tornata elettorale saranno 186 gli autocarri chiamati a distribuire il materiale necessario nei seggi allestiti in scuole, ospedali, case di cura e istituti penitenziari della Capitale.

Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che inizia prima dell’apertura delle urne e garantisce che il voto possa svolgersi regolarmente in tutti i quartieri.

Quanto costa la logistica del voto

I numeri emergono dal bando di gara predisposto dal Campidoglio. Ogni mezzo impiegato ha un costo di 320 euro, comprensivo di carburante.

Su ciascun autocarro viaggiano un autista, pagato 21,30 euro l’ora, e un dipendente comunale incaricato delle operazioni.

In media, per ogni consultazione, a ogni conducente vengono richieste circa 20 ore di lavoro.

Tradotto in cifre, significa che la sola movimentazione del materiale elettorale costa alla città circa 174 mila euro ogni volta che i romani sono chiamati alle urne.

Un piano che guarda al 2029

L’accordo è stato pensato su base pluriennale, così da coprire tutti gli appuntamenti elettorali previsti – e quelli possibili – fino al 2029.

Nel calendario rientrano le elezioni amministrative del 2027, i referendum già annunciati sulla giustizia, eventuali altre consultazioni referendarie, le politiche e le europee, oltre a possibili elezioni suppletive in caso di rinnovi parziali.

Una pianificazione che serve a evitare emergenze organizzative e ritardi, soprattutto in una città complessa come Roma.

Sicurezza garantita, ma a caro prezzo

Il sistema resta interamente cartaceo, una scelta che garantisce alti standard di sicurezza ma che comporta costi e sforzi logistici significativi.

Solo nella Capitale, la gestione del trasporto di urne e schede comporta un investimento complessivo che supera i 2 milioni di euro nell’arco dell’accordo.

Una cifra che racconta quanto sia articolata – e onerosa – la macchina del voto, ancora lontana da soluzioni digitali ma ritenuta, almeno per ora, la più affidabile per garantire il corretto svolgimento delle elezioni.

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