Friuli Venezia Giulia

due su tre temono per il futuro professionale

17.03.2026 – 19.00 – “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua”. Così ci diceva il filosofo cinese Confucio: una frase che, oggi più che mai, sembra descrivere appieno quelle che sono le aspettative future in ambito professionale delle nuove generazioni. Ebbene sì, perché se fino a non molto tempo fa il lavoro rappresentava solamente un mezzo per garantirsi una stabilità economica, ad oggi ritrae ben altro: uno spazio dove si abbia la possibilità di esprimersi, in cui crescere e riconoscersi giorno dopo giorno. A confermarlo, è il recente sondaggio di University Network, che delinea non solo una generazione sempre più esigente rispetto al proprio futuro professionale, ma anche preoccupata, incerta e forse, anche spesso impaurita da quelli che sono gli scenari che si propongono sul mercato del lavoro.

E i dati riportati lo sottolineano in modo evidente: due giovani su tre dichiarano di guardare al proprio futuro professionale con sempre più preoccupazione. Una percezione che riflette ancora di più l’instabilità e la complessità del contesto lavorativo attuale. Il sondaggio riporta inoltre  che il 70% dei giovani, infatti, considera fondamentale avere opportunità di carriera all’interno del proprio ambito lavorativo. La sola idea di restare fermi, impiegati nello stesso ruolo per anni, senza nessuna possibilità di crescita ed evoluzione, appare per i giovani sempre meno accettabile.

Ma non basta, perché accanto a questo singolo aspetto emerge sempre di più anche una forte attenzione riguardo alla qualità offerta dalla propria esperienza lavorativa: buone relazioni con i colleghi e superiori, attività che stimolino e soprattutto un ambiente che sia positivo senza atmosfere o situazioni tossiche. È così che nasce una nuova visione dinamica del lavoro, sempre più lontana dai modelli tradizionali proposti. Insomma, il solo concetto di “avere un lavoro stabile” non basta più: la chiave sta nel riconoscersi in ciò che si fa, con l’obbiettivo di trovare un equilibrio che permetta di condurre serenamente la propria realizzazione professionale assieme al benessere personale e privato. 

Forse, allora, è arrivato il momento di porci ben altre domande: quanto il nostro lavoro riflette davvero chi siamo? Ma soprattutto, quanto contribuisce davvero al nostro equilibrio? Rifletterci può essere il primo passo non solo per costruire carriere di successo, ma vite dotate di un senso vero. 

[n.m]




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »