due sindaci indagati nel Chietino

La pubblica amministrazione di due piccoli comuni della provincia di Chieti trasformatasi in un mercato di cittadinanze italiane, con favori pagati in denaro, voti e prestazioni sessuali: è quanto emerso da una inchiesta portata avanti dai carabinieri della Compagnia di Atessa.
Un sistema composto da due presunte associazioni per delinquere che, attraverso una catena di falsi e atti di corruzione, avrebbero garantito la residenza, e poi la cittadinanza, a oltre 280 cittadini sudamericani, “fantasmi” che hanno trovato casa in due borghi che, messi insieme, contano poco più di 400 anime, come riporta l’agenzia Agi.
Un meccanismo illecito per il quale sono finiti sotto accusa i due sindaci di Borrello e Montebello sul Sangro e un addetto dell’Ufficio anagrafe secondo quando ipotizzato dalla procura di Lanciano. Otto le persone indagate.
A capo del mercato di cittadinanze italiane, con il ruolo di promotori e organizzatori, ci sarebbero un uomo e una donna di origini argentine oltre ai sindaci e all’impiegato comunale.
I reati contestati sono quelli di corruzione, il falso ideologico continuato in relazione a certificati emessi in relazione alla creazione di false comunicazioni di ospitalità e fittizie dichiarazioni sostitutive di atti di notorietà.
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