due poliziotti di Senigallia rianimano un automobilista e gli salvano la vita
SENIGALLIA Un automobilista in arresto cardiaco è stato salvato da due poliziotti del Reparto Mobile di Senigallia. E’ accaduto ieri verso le 11 lungo un tratto di una strada provinciale nel Vicentino. Il caposquadra e un operatore, mentre rientravano dal servizio prestato in occasione delle Paralimpiadi di Cortina, hanno sbagliato uscita in autostrada. Errore che è stata la fortuna del conducente soccorso.
Il caso
Si sono ritrovati, infatti, nella frazione di Rosà nel Comune di Bassano del Grappa. Qui hanno notato una Ford Fiesta, incidentata nella corsia opposta. Era finita contro un palo a margine della carreggiata. La macchina era distrutta e dentro l’airbag era esploso. Quando si sono avvicinati per prestare soccorso, i poliziotti hanno notato che il conducente, un operaio romeno del 1975, versava in condizioni critiche. Dopo aver allertato immediatamente i soccorsi, tramite il numero unico di emergenza 112, hanno iniziato senza esitazione le manovre di rianimazione cardiopolmonare, proseguendole con determinazione fino all’arrivo del personale sanitario, giunto sul posto circa 20 minuti più tardi. Grazie alla prontezza, alla preparazione e al sangue freddo dimostrati, l’automobilista è stato mantenuto in vita fino all’intervento dei soccorsi. I poliziotti gli hanno salvato la vita. Era infatti in arresto cardiaco. Una volta stabilizzato, l’operaio è stato trasferito all’ospedale San Bortolo nel capoluogo berico dall’eliambulanza, arrivata da Treviso.
La Squadra del XIV Reparto Mobile di Senigallia ha proseguito il viaggio giungendo verso le 13 in Questura a Padova. Qui il questore Marco Odorisio ha ricevuto nel proprio ufficio il sovrintendente Michele Candito (caposquadra) e l’assistente capo coordinatore Jean Paul Marino, complimentandosi e ringraziandoli per il loro gesto di generosità ed altruismo. Nel ringraziare i due poliziotti il questore ha evidenziato che «il sovrintendente Candito e l’assistente capo coordinatore Marino hanno interpretato quello che è il nostro servizio quotidiano, nella sua più nobile ed alta accezione del verbo servire, inteso come aiuto, disponibilità, sostegno verso il prossimo in difficoltà, incarnando quei valori fondamentali e di riferimento propri della Polizia di Stato, ma anche patrimonio universale di ogni essere umano. Salvare una vita è un gesto di assoluta grandezza e nobiltà che fa bene a tutti noi». Al termine dell’incontro il questore ha abbracciato i due colleghi omaggiandoli dello stemma araldico della Polizia di Stato, realizzato da un maestro vetraio di una vetreria dell’isola di Murano.




