Due incontri a Chieti del comitato Giustodireno in vista del referendum costituzionale

Continuano a Chieti le iniziative del comitato Giustodireno, nato in difesa della Costituzione, per il no al referendum del 22 e del 23 marzo, con l’intento di informare e di sensibilizzare alle ragioni del no.
Due sono i prossimi appuntamenti promossi a Chieti. Il primo è sabato 14 marzo, alle ore 17, nel salone della parrocchia di San Camillo de Lellis, Filippone, con i magistrati Giuseppe Bellelli (procuratore della Repubblica di Pescara) e Giuseppe Falasca (pubblico ministero a Chieti) e il coordinamento della giornalista Daniela Senepa. Domenica 15 marzo, alle ore 18, ci sarà un altro incontro dal Gran Caffè Vittoria dove ci saranno Marta Ferrara, docente di Diritto Pubblico e Costituzionale dell’università di Teramo e il magistrato Aldo Aceto, (presidente di sezione della Corte di Cassazione) a dialogare con i presenti coordinati dal giornalista Luciano Di Tizio.
“Come magistrati, avvocati, operatori del diritto, sentiamo la necessità di dialogare con i cittadini; capiamo che la riforma costituzionale involge questioni tecniche di complessa trattazione e sentiamo il dovere civico di metterci a disposizione per rispondere alle domande e alle
sollecitazioni dei cittadini. La riforma non si occuperà solo di separare le carriere di giudici e pubblici ministeri, ma ridisegnerà il sistema di tutela dell’indipendenza della magistratura, sistema che è articolato non nella declamazione di principio dell’articolo 104 comma 1 Cost. – che sì, resta apparentemente immutato – bensì nella sua effettiva realizzazione, a cui sono dedicati i successivi commi dell’articolo 104 e l’articolo 105 della Costituzione – dichiara Daniela Angelozzi, giudice del tribunale di Pescara, coordinatrice abruzzese del comitato Giustodireno – . Ebbene, tali norme risultano stravolte dalla riforma costituzionale. Avvertiamo il pericolo che la riforma della Costituzione renderà un cattivo servizio alle istanze di giustizia dei cittadini, dei tantissimi che chiedono quotidianamente una giustizia uguale per tutti, perché i magistrati saranno intimoriti dalla perdita di indipendenza che viene scritta nelle pagine attuali della riforma costituzionale. Di fronte a questo pericolo non possiamo restare in silenzio: utilizzeremo tutti i giorni che ci separano dal referendum in un gravoso sforzo di iniziative capillari di informazione su tutto il territorio abruzzese”.
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