Liguria

due giorni di mobilitazione per i diritti delle donne


Genova. Non uno, ma due giorni di mobilitazione in occasione della Giornata internazionale della Donna. Il collettivo Non Una Di Meno quest’anno ha chiamato tutti allo sciopero transfemminista “dal lavoro produttivo e riproduttivo, dai consumi e dai generi contro la violenza patriarcale”, e gli appuntamenti saranno due. Al tradizionale corteo, previsto per lunedì 9 marzo, si aggiunge domenica 8 marzo una giornata di incontro, confronto e costruzione collettiva all’Acquasola.

Domenica 8 marzo all’Acquasola una giornata di confronto e dibattito

La mattinata si apre con un laboratorio e dibattito sull’8 marzo transnazionale, dedicato ai femminismi nel mondo e alle pratiche di internazionalismo. Seguirà all’ora di pranzo un PIC NIC (porta e condividi) e, nel pomeriggio, laboratori artistici per la costruzione di striscioni, cartelloni e performance in vista del corteo del giorno successivo.

Durante la giornata ci saranno musica, banchetti di autoproduzione, una mostra fotografica e spazio bimbe/i, che consenta di condividere il lavoro di cura familiare, solitamente appannaggio femminile. In caso di maltempo l’iniziativa si terrà presso Hub CernaiA, in piazza della Cernaia 3.

Corteo del 9 marzo: orari e percorso

Lunedì 9 marzo la protesta entra nel vivo. Alla giornata di sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali su unisce quello di Non Una Di Meno, che ha previsto anche un vademecum per suggerire diverse forme di espressione e partecipazione.

Dalle 11.40 è previsto un presidio e un flash mob in largo Lanfranco, davanti alla sede della prefettura, “per esprimere il nostro dissenso nei confronti del Governo, dal DDl Bongiorno alla corsa alla guerra”. Alle 18 il concentramento in via Fanti d’Italia, da cui partirà il corteo che si muoverà per le strade della città fino a Piazza Matteotti.

Da Principe il corteo si muoverà verso piazza della Nunziata, passando attraverso le gallerie e arrivando in piazza Corvetto. Da qui si dirigerà verso largo XII Ottobre, per arrivare sino a De Ferrari.

Alla manifestazione parteciperanno i centri antiviolenza, i comitati in difesa della salute e sanità pubblica, il mondo della scuola con studenti, insegnanti e le maestre dei servizi comunali per nido e infanzia 0-6 in lotta contro privatizzazione e scissione dei contratti, i movimenti ecologisti, spazi sociali, sindacati di base e movimenti LGBTQA+.

Le motivazioni dello sciopero

Fermiamo la produzione e la riproduzione della società, per prendere parola e agire contro tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono le nostre vite, nelle relazioni intime e negli spazi pubblici, sul posto di lavoro e nei servizi, nelle scuole e negli ospedali, dentro e fuori i confini, contro tutte le guerre e contro (il genocidio) l’occupazione coloniale in medio oriente e Palestina. Il movimento transfemminista chiama tutti alla mobilitazione contro la crescente militarizzazione della società e dell’economia e la precarietà diffusa delle nostre esistenze. Scioperiamo contro il ddl Bongiorno sul dissenso, che indebolisce chi denuncia violenza e rafforza il potere di ricatto nei luoghi di lavoro e nelle case. Scioperiamo contro il riarmo e l’economia di guerra, che sottraggono risorse al welfare e scaricano ancora più lavoro povero e gratuito sulle spalle delle donne e delle soggettività femminilizzate. La violenza patriarcale non è un’emergenza. È un sistema. È l’impoverimento prodotto da salari bassi e inflazione, è il lavoro domestico gratuito romanticizzato mentre i servizi pubblici vengono smantellati, è il razzismo istituzionale che colpisce le soggettività migranti e razzializzate, è la violenza istituzionale contro le persone trans, queer e non binarie e l’esclusione delle persone con disabilità dagli spazi e dai servizi”.




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