Puglia

due condanne per furto e una per ricettazione


BRINDISI – A dieci anni dai fatti contestati, arriva una sentenza di primo grado relativa al caso che ha intrecciato le vicende della Bms con le amministrative di Brindisi del 2016. Si è chiuso ieri, venerdì 22 maggio 2026, il processo con rito ordinario a carico di cinque imputati. Si contano tre condanne, per il furto di sei pc e la ricettazione di uno di essi, e diversi non luogo a procedere, per le restanti accuse. Il procedimento scaturito dall’inchiesta del pm Giuseppe De Nozza (procura di Brindisi) si era “sdoppiato” nel 2018: alcuni imputati avevano scelto il rito abbreviato.

Furto e ricettazione: tre condanne

Al termine della camera di consiglio, il collegio giudicante (presidente: Ambrogio Colombo; a latere: Leonardo Convertini e Margherita Ricci), ha emesso la seguente sentenza. Tre anni e tre mesi di reclusione a carico di Daniele Pietanza (43enne di Brindisi) per il furto di sei pc da Palazzo Guerrieri, pc di proprietà del Comune e destinati alla realizzazione di un progetto; tre anni a Bruno Giannotte (58enne di Brindisi), per la medesima accusa. Due anni ad Antonio Sirio (48enne di Brindisi), accusato della ricettazione di uno dei pc.

I “non luogo a procedere” per due accuse

L’accusa di peculato (di quattro pneumatici e altrettanti cerchi) a carico di Nicola Iacobazzi (58enne di Brindisi), difeso dall’avvocato Giuseppe Guastella, è stata riqualificata in appropriazione indebita. In mancanza di querela, è stato dichiarato il “non luogo a procedere”. Il reato era stato contestato anche a Sirio (difeso dall’avvocato Paoloantonio D’Amico) e Pietanza (difeso dall’avvocato Livio Di Noi). Su Cosimo Rizzello (difeso dall’avvocato D’Amico) pendeva un’accusa di abuso d’ufficio, reato abrogato: “non luogo a procedere” anche per lui.

Parti civili e termine per le motivazioni

Il collegio difensivo è completato dall’avvocata Daniela Faggiano. Due le parti civili, rappresentate dai colleghi Rosario Almiento (Bms) ed Emanuela Guarino (Comune di Brindisi). L’inchiesta del pm Giuseppe De Nozza, come detto, prima dello “sdoppiamento” era più ampia e contemplava ulteriori accuse anche per altri imputati, minacce a sfondo elettorale comprese. La sentenza di ieri prevede risarcimenti alle parti civili. Le motivazioni saranno depositate entro il termine di 90 giorni.

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