Marche

due cani decapitati e cuccioli in sacchi abbandonati tra Loreto e Porto Recanati


LORETO Macabro ritrovamento nella campagna al confine tra Loreto e Porto Recanati, dove tra erba alta e sterpaglie sono affiorati i resti di due cani adulti decapitati e di almeno altri due cuccioli chiusi in sacchi abbandonati. Il rinvenimento risale al pomeriggio di ieri lungo la scarpata ai lati del cavalcavia dell’A14, nei pressi degli stabilimenti ex Pignone, a poche centinaia di metri dal sottopasso che conduce allo “stradone” e al mare, attraversando i campi coltivati di Scossicci.

Lo sconcerto

A imbattersi per prima nei cadaveri è stata una volontaria dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo, arrivata a piedi nella zona per far sgambare un cucciolo dopo una visita di pre affido poco distante. È stato proprio il cane di circa un anno a fiutare qualcosa tra la vegetazione ai bordi della strada, non distante da una casa e alcuni capannoni, conducendo la donna davanti al corpo di un maremmano adulto. L’animale, morto presumibilmente da due o tre giorni, aveva le quattro zampe legate e il collo completamente reciso, parzialmente coperto da un sacchetto di plastica bianco e rosso. La volontaria ha subito allertato le guardie zoofile e i carabinieri forestali. Le ricerche avviate in un primo momento per rintracciare la testa dell’animale hanno portato alla luce un quadro ancora più inquietante. In una zona impervia della scarpata sono stati trovati altri sacchi maleodoranti con resti di animali in stato di decomposizione. Dentro un bustone delle crocchette vuoto c’era il corpo di un cane di taglia più piccola, mentre in sacchi neri dell’immondizia sono stati recuperati almeno altri due esemplari, tra cui un altro maremmano di grossa taglia anch’esso decapitato. Sul posto si sono concentrati associazioni animaliste, polizia locale, carabinieri forestali e polizia scientifica per i rilievi. Le operazioni di recupero, coordinate dal servizio veterinario con il supporto dei vigili del fuoco, si sono rivelate particolarmente complesse sia per la natura scoscesa dell’area sia per le condizioni del terreno, di fatto trasformato in una discarica a cielo aperto tra rifiuti abbandonati, cartucce da caccia e persino amianto. La presenza di materiali pericolosi ha imposto ulteriori cautele e ha prolungato gli interventi fino a oltre le 20. Sul piano investigativo si procede con la massima prudenza.

Gli scenari

Le ipotesi che potrebbero configurarsi vanno dal maltrattamento e uccisione di animali ai reati ambientali legati allo smaltimento illecito dei rifiuti. In un primo momento era trapelata anche la pista, poi archiviata, di un rituale satanico. Più probabile invece l’ipotesi che gli animali siano stati uccisi, mutilati e poi abbandonati nello stesso punto da chi ha voluto disfarsene. Il fatto che alcuni cani siano stati decapitati potrebbe essere legato al tentativo di asportare l’eventuale microchip per rendere più difficile l’identificazione, anche se un’operazione simile richiede forza, strumenti adeguati e modalità tutt’altro che improvvisate. Le indagini sono in corso per ricostruire con precisione la dinamica e individuare i responsabili. Verranno visionate anche le telecamere pubbliche e private presenti nelle vicinanze.




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