Dry January? Ecco qualche consiglio sui vini leggeri per bere con moderazione ma senza privazioni

Sul fronte dei bianchi la scelta si fa più semplice. Per tradizione e stile produttivo si prestano meglio a una cucina leggera e a un consumo più disinvolto. Anche qui vale la regola dell’altitudine: vini più sottili, freschi, ma tutto fuorché banali. Sulle Dolomiti penso a una Nosiola o a un Pinot Bianco; restando nel nord Italia vengono subito in mente il Lugana e certi Soave giovani ed eleganti. Se cercate una lieve aromaticità, ottimi i Roero Arneis, ma anche alcuni Greco di Tufo irpini o la Cococciola abruzzese, vitigno ancora poco raccontato ma molto efficace in termini di bevibilità.
Uno sguardo oltre confine: Austria e Germania sono da sempre maestre nel produrre grandi bianchi a bassa gradazione. Riesling tedeschi della valle del Reno, Grüner Veltliner lungo il Danubio, Sauvignon blanc della Stiria. Sono vini di precisione, freschezza e grande personalità.
Chiudiamo con le bollicine, quintessenza del bere agile. Se optate per un Prosecco (meglio Docg) la gradazione è generalmente più contenuta rispetto a Champagne e Metodo Classico. Se l’obiettivo è davvero la moderazione, lasciate quindi perdere i millesimati e restate sulle cuvée classiche.
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