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Dramma Lindsey Vonn: la caduta, le urla, tutto quello che sappiamo

Dodici secondi. Tanto è durato il sogno di Lindsey Vonn e dei suoi tantissimi tifosi. La statunitense, che aveva deciso di gareggiare nella discesa libera delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, ha toccato con il braccio destro una porta all’ingresso della prima traversa e in quell’istante deve aver capito tutto. Sbilanciatasi, Lindsey ha effettuato una rotazione in aria prima di ricadere sulla neve in modo scomposto e rovinoso. A peggiorare le cose, il fatto che gli sci non si siano sganciati, impedendole di mettere le gambe in una posizione più protettiva.

Tra le montagne cala improvvisamente il silenzio. Ma dura un istante perché Lindsey inizia a urlare per il dolore. Sono attimi di paura, angoscia, preoccupazione. Mentre la quarantunenne resta immobile con le gambe divaricate, arrivano i primi soccorsi. La situazione è molto seria, la gara viene sospesa. Le grida della statunitense fanno rabbrividire e anche le altre atlete presenti trattengono il fiato. Si avvicinano degli addetti con la toboga, l’idea è quella di utilizzarla per mettere Lindsey in sicurezza e trasportarla fuori dalla pista.

Ma le condizioni di Lindsey Vonn devono aver davvero messo in apprensione i medici che optano per l’elitrasporto. Intanto i minuti passano e il clima è più gelido di quello meteorologico. Nel cielo appare l’elicottero giallo dei soccorsi, Lindesy viene adagiata su una speciale barella, imbragata e assicurata al mezzo che, tra gli applausi e la commozione dei tantissimi presenti, da Snoop Dog che porta un maglione con la sua immagine ad Alberto Tomba, si alza nel cielo di Olympia delle Tofane a Cortina.

Lindsey Vonn si era presentata al cancelletto di partenza appena otto giorni dopo il grave infortunio occorsole a seguito di una caduta. La diagnosi sembrava una sentenza definitiva di resa: rottura totale del crociato anteriore del ginocchio destro. Invece, il carattere, la grinta e la determinazione della statunitense l’avevano spinta a non mollare, a cercare di fare l’ennesimo miracolo sportivo.

Grazie al supporto di un tutore, era tornata ad allenarsi e aveva sciato nelle prove con la solita caparbietà. Una protesi nel ginocchio sinistro e i nuovi guai in quello destro apparivano quasi come normalità in questa atleta soprannominata Wonder Woman. Oggi, purtroppo, la caduta è stata rovinosa.


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