Piemonte

dovrà coprire le spese e pagare (anche) i familiari dei due ladri uccisi e il terzo ferito

TORINO – Spese legali, tante, e non solo da pagare per Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour accusato di omicidio volontario per aver ucciso due rapinatori — Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli — e ferito un terzo durante l’assalto alla sua gioielleria il 28 aprile 2021.

Il gioielliere si è ritrovato con due immobili pignorati – e che erano stati già sottoposti a sequestro conservativo per evitare che lui potesse cederli ad altri – che potrebbero essere utili per coprire le spese delle 15 parti civili, parenti dei due ladri deceduti e il terzo rapinatore ferito, a cui è stato riconosciuto il danno biologico, e che hanno preso parte al processo contro di lui.

Secondo quanto appreso, Roggero deve versare una provvisionale di 780mila euro: ne ha già pagati 300mila, restano 480mila più 80mila di spese legali. In caso di condanna definitiva, i familiari dei rapinatori potrebbero chiedere ulteriori risarcimenti fino a 3,3 milioni. Se non salderà, scatterà l’espropriazione.

Cifre non da poco. Anche per questo è lo stesso Mario Roggero a scrivere sui social un messaggio, non solo per ringraziare della vicinanza ma anche diretto a chiunque volesse aiutarlo economicamente, fornendo le coordinate bancarie del conto dedicato.

Ringrazio tutti per l’estrema vicinanza e solidarietà dopo la “sentenza del 3-12-25”.

Per tutti coloro che hanno espresso il desiderio di aiutarmi con un contributo per le ingenti spese che dovremo sostenere, lascio le coordinate bancarie del conto dedicato:

INTESTATO A: IOSTOCONMARIOROGGERO

IBAN: IT87L0853046380000000014216

BANCA: BANCA D’ALBA FILIALE DI GRINZANE CAVOUR

Circa due mesi fa la Corte d’assise d’appello di Torino ha ridotto da 17 anni a 14 anni e 9 mesi la pena per il gioielliere. La difesa dell’imputato ha sempre sostenuto che Roggero si trovasse in una situazione di grave pericolo e che la reazione fosse proporzionata all’imminente minaccia. Una ricostruzione che però non è stata accolta pienamente dai giudici, che già in primo grado avevano escluso la piena legittimità dell’azione.

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