“Dovete studiare 15 ore al giorno per diventare migliore dell’intelligenza artificiale. I cellulari? Da vietare”. La storia del professore bulgaro che prepara gli studenti a Harvard, Cambridge e alla NASA

Il canale francese ARTE ha dedicato un reportage a Teodosi Teodosiev, docente di fisica bulgaro considerato uno dei migliori insegnanti al mondo nel suo campo.
La sua reputazione si fonda sulla capacità di preparare studenti che dominano le Olimpiadi internazionali e vengono ammessi nelle università più prestigiose del pianeta.
Il professore, che ha 78 anni, lavora gratuitamente in una scuola abbandonata nel cuore del massiccio dei Balcani, in una delle zone più povere d’Europa. Le sue lezioni si svolgono durante tutto l’anno, comprese le vacanze scolastiche, quando organizza stage intensivi di fisica teorica nella Valle delle Rose presso Kazanlak.
Gli studenti selezionati attraverso competizioni nazionali di matematica e fisica pagano circa 330 euro per partecipare ai suoi corsi, una cifra rilevante per gli standard economici bulgari. Il documentario mostra come le famiglie considerino questa spesa un investimento sul futuro dei figli, con la speranza che possano accedere a università come Harvard, Cambridge o MIT. La Bulgaria registra uno dei livelli più bassi di spesa per l’istruzione in Europa, con un budget che nel 2022 ammontava a 685 milioni di euro contro i 56 miliardi della Francia e i 121 della Germania.
Il sistema educativo bulgaro ottiene risultati critici nelle valutazioni PISA per scienze e matematica, collocandosi agli ultimi posti dell’Unione Europea. Il lavoro di Teodosiev rappresenta un’eccezione in questo contesto di declino, come evidenziato dal reportage che contrappone l’eccellenza della sua scuola alla marginalità percepita dalla popolazione locale del villaggio.
Disciplina estrema e rifiuto della tecnologia come metodo didattico
Il metodo di insegnamento documentato da ARTE si basa su un regime di studio intensivo che richiede fino a quindici ore di lavoro quotidiano. Le giornate degli studenti prevedono tre o più lezioni di fisica quantistica al giorno, con esercitazioni che si protraggono fino a mezzanotte.
Teodosiev distribuisce cronometri agli allievi con l’istruzione di misurare il tempo effettivo di studio, escludendo le pause per i bisogni fisiologici. “Dovete studiare 15 ore al giorno. Quando andate in bagno, mettetelo in pausa. Questo è quello che fanno i cinesi. Volete competere con loro, no?” afferma il professore nel documentario. L’uso dei telefoni cellulari è completamente vietato durante i corsi, insieme ai social media e all’accesso a internet. Il docente motiva questa scelta con un esempio personale raccontato nel reportage.
“Quando era adolescente, mia figlia vinceva una medaglia ogni volta che partecipava a un concorso di fisica. Ma quando sua madre le ha comprato un telefono, tutto è finito” dichiara, sostenendo che la tecnologia digitale rappresenti una minaccia diretta alla capacità di concentrazione degli studenti. La visione pedagogica del professore si oppone apertamente ai modelli educativi occidentali contemporanei. “È una tendenza catastrofica che ci viene dagli Stati Uniti. Vogliamo che tutto sia facile, ma non è così che funziona. Non è possibile studiare la fisica quantistica divertendosi. È una disciplina ingrata” spiega Teodosiev nel documentario.
Il suo approccio include anche una riflessione sul rapporto con l’intelligenza artificiale, presentata come sfida competitiva per gli studenti. “Se riuscite a risolvere un problema che l’intelligenza artificiale non riesce a risolvere, vuol dire che siete insostituibili” sostiene il docente, collegando la capacità di superare le macchine alla garanzia di occupazione futura e all’indipendenza dal sostegno sociale.
Il successo internazionale degli allievi e la fuga dei cervelli dalla Bulgaria
Gli ex studenti di Teodosiev costituiscono una rete internazionale di scienziati e imprenditori tecnologici. Katerina Naidonova, medaglia d’oro alle Olimpiadi internazionali di fisica, ha completato l’intero percorso accademico a Cambridge in tempi accelerati.
La ricercatrice lavora attualmente presso il Medical Research Council Laboratory of Molecular Biology, dove ha sviluppato un nuovo tipo di griglia in oro per la microscopia elettronica che ha permesso di determinare strutture molecolari cruciali, inclusa quella della polimerasi dell’RNA del SARS-CoV-2. “La fisica è diventata un modo di pensare, una sorta di religione per me. È onnipresente nella mia vita” dichiara Naidonova nel reportage. La sua ricerca si concentra sulle proteine che proteggono le cellule dai batteri altamente patogeni, con applicazioni dirette nello sviluppo di nuovi farmaci.
Petko Dinev, altro allievo storico di Teodosiev, dirige negli Stati Uniti un’azienda che produce camere ad alta risoluzione utilizzate dalla NASA in missioni spaziali, incluse quelle lunari. La società impiega 65 persone. “Teodosiev mi ha insegnato che un fisico deve interessarsi a tutte le cose. Deve essere in grado di apprezzare un quadro, un brano musicale e la vita in generale” racconta Dinev.
Il documentario evidenzia come circa 100.000 bulgari lascino ogni anno il Paese, con una quota significativa di giovani scienziati formati dal professore che applicano all’estero le competenze acquisite. La prospettiva etica del docente emerge nella sua posizione sui possibili usi della scienza. “Se sapessi che uno studente, invece di sviluppare nuovi farmaci, sviluppa armi, non potrei accettarlo” afferma Teodosiev.
Il professore lavora al progetto di una scuola di fisica permanente nelle montagne bulgare, concepita come luogo isolato dedicato allo studio rigoroso. “Quando sarò partito, voglio che continuino ciò che ho iniziato. Gli esseri umani muoiono, ma ciò che hanno costruito perdura” dichiara, esprimendo la volontà che il suo modello pedagogico sopravviva come eredità collettiva.
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