Dormitorio, il sindaco replica a una lettrice
Grosseto. “È sempre sorprendente come, ogni anno, alla prima accensione delle luminarie natalizie, riemerga immancabilmente qualcuno che scopre improvvisamente il ‘dramma sociale’ e decide di raccontarlo come se Grosseto fosse un set cinematografico del Paese dei Balocchi”.
Il sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, replica ad una lettrice che aveva inviato una lettera alla nostra redazione per lamentare l’assenza di un dormitorio in città.
“Peccato che, al netto della retorica indignata, esistano fatti concreti e verificabili che smontano con facilità questa narrazione lacrimosa – continua il sindaco -. Partiamo dalla storia dei senza dimora ‘costretti a trasmigrare a Follonica’: sarebbe bastata una telefonata agli uffici competenti per scoprire che il Comune di Grosseto ha attivato anche quest’anno posti letto per il periodo invernale, pasti garantiti, assistenza sociale e integrazione con Caritas, Croce Rossa, Misericordie e altre realtà del territorio. Nessuno viene spedito da nessuna parte e nessuno viene ‘allontanato per ripulire l’immagine della città’: questa teoria è suggestiva, fa tanto sceneggiatura da fiction, ma è semplicemente falsa”.
“Quanto ai fondi, si continua a ripetere la storia dei ‘200.000 euro per magnificare se stessi’, come se il bilancio comunale fosse un porcellino salvadanaio dal quale si pesca a piacere – sottolinea Vivarelli Colonna –. Peccato che nel mondo reale i capitoli di spesa siano separati e che le risorse destinate alle luminarie (che sono un investimento economico, non un capriccio estetico) non togliamo un centesimo ai servizi sociali. E qui arriva il punto più ironico: si ignorano proprio le cifre più alte, quelle che fotografano il vero impegno del Comune verso le fragilità. Parlo di: sostegni economici a famiglie e indigenti, contributi per affitti, utenze e morosità incolpevole, incremento dei servizi sociali territoriali, progetti di inclusione e inserimento lavorativo, interventi dedicati ai giovani, collaborazione costante con tutto il volontariato cittadino, rafforzamento della rete di sicurezza urbana che, piaccia o non piaccia, è parte integrante della tutela dei più deboli. Su tutto questo, stranamente, non una parola”.
“È molto più comodo evocare Pinocchio, le carovane di senzatetto deportati e la fiaba del Paese dei Balocchi che riconoscere che Arezzo spende un milione, Empoli seicentomila e che le città che investono sul Natale lo fanno perché generano lavoro, turismo, economia e attività commerciali vive, cioè esattamente ciò che aiuta davvero anche chi è in difficoltà. In definitiva, l’unica cosa che assomiglia al Paese dei Balocchi non è Grosseto, ma la fantasia con cui si continua a descrivere una realtà che non esiste, ignorando dati, servizi, atti amministrativi e tutto ciò che quotidianamente viene messo in campo per chi ha davvero bisogno. – termina il sindaco – Per chi vuole indignarsi a tutti i costi è un peccato, lo capisco: i fatti rovinano sempre le belle favole”.
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