Campania

Doppia convocazione del consiglio comunale, tensioni e diffide tra sindaco e presidente dell’assise


Tensione tra il sindaco di Recale Lello Porfidia e il presidente del consiglio comunale Bruno Benito Mingione. Il motivo dello scontro risiede nella doppia convocazione del consiglio comunale – da parte dell’uno e dell’altro – per l’approvazione di importanti provvedimenti tra cui una variazione di bilancio necessaria per ottenere finanziamenti del Pnrr.

Il caso della doppia convocazione

Ma procediamo con ordine. Mingione aveva convocato l’assise per il 31 marzo e il 1° aprile, anticipando poi la convocazione al 26 e 27 marzo per l’impossibilità del segretario comunale a partecipare alla seduta. Successivamente il sindaco Porfidia ha proceduto alla convocazione del consiglio comunale per il 24 e 25 marzo, sostituendosi allo stesso Mingione.

L’opposizione abbandona l’aula e si appella al Prefetto

Nella giornata di martedì – 24 marzo – l’assise si è riunita approvando i provvedimenti all’ordine del giorno. Nel corso della seduta, l’opposizione consiliare ha abbandonato l’aula. “C’è qualcuno, in quest’aula, che oggi è disposto a dire che non esiste alcun dubbio sulla legittimità di questa seduta? Se nessuno si sente di dirlo, allora il problema esiste – ha detto Angelo Racioppoli – E allora il punto non è più politico. È istituzionale. È il momento in cui ciascuno di noi deve decidere come stare dentro questa situazione. Per quanto ci riguarda, una cosa è chiara. Non possiamo far finta che tutto questo sia normale. Non possiamo partecipare a una seduta sulla cui legittimità esistono dubbi concreti. Perché a quel punto la presenza non sarebbe responsabilità. Sarebbe complicità. E noi non possiamo essere complici. Per questo motivo, con rispetto verso l’istituzione – quella vera – gruppo di minoranza lascia l’aula”.

Nella giornata di oggi la minoranza ha inoltrato una segnalazione al prefetto di Caserta Lucia Volpe per evidenziare la “condizione di oggettiva e attuale incertezza” che si è venuta a creare tra i consiglieri che non sanno a quale consiglio comunale partecipare. “La vicenda – si legge nella nota inviata al Prefetto – assume ulteriore rilievo alla luce delle motivazioni addotte a sostegno della scelta della data di convocazione, individuata – come dichiarato – in funzione della presenza della maggioranza consiliare. Tale criterio risulta estraneo ai principi che regolano il funzionamento degli organi rappresentativi, i quali devono operare nel rispetto di regole certe, imparziali e non condizionabili da esigenze contingenti. Il Consiglio Comunale costituisce organo rappresentativo dell’intera comunità e deve garantire condizioni di esercizio del mandato uniformi per tutti i consiglieri”.

Mingione diffida sindaco e segretario generale

Nel frattempo, Bruno Mingione, assente alla seduta consiliare, si è rivolto al prefetto per chiedere di valutare la legittimità della convocazione (e quindi dei provvedimenti approvati) diffidando il sindaco e il segretario comunale a valutarne in autotutela l’annullamento. 

Per Mingione l’esercizio dei poteri sostitutivi da parte del sindaco non sarebbe legittimo in quanto non sarebbero sussistenti motivi di impossibilità a convocare il parlamentino cittadino da parte del Presidente.

 


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